[18/03/2008] Parchi

Processionaria, situazione critica in Toscana: l´impegno di Arpat

FIRENZE. Si presenta critica in varie aree della Toscana, la situazione determinata dalla massiccia invasione della processionaria del pino. Ad esempio ad Arezzo il Servizio difesa del suolo della provincia d’intesa con il comune e con la consulenza del Corpo forestale dello Stato, domani abbatterà una trentina di pini esotici, della specie ‘insigne’, ubicati lungo il torrente Castro. Al di là della scelta infelice di aver piantato pini lungo un corso d’acqua (e di averlo permesso anche se ci troviamo in terreni privati), oggi le piante risultano infestate da migliaia di nidi di processionaria che non possono essere eliminati manualmente, anche in considerazione del loro elevatissimo numero e dell’impossibilità di procedere meccanicamente a questa operazione. Situazioni simili, anche se non sempre si giunge all’esito definitivo del taglio degli alberi, si riscontrano in molte parti del territorio.

Del resto il problema è noto e tra l’altro il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nell’ottobre scorso ha emanato con proprio decreto, entrato in vigore il 3 marzo 2008, nuove “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumeotopoea) pitycampa (Den.et Schiff)”. La norma introduce sostanziali variazioni nella lotta a questo lepidottero, considerato endemico in Italia e molto diffuso nel bacino del Mediterraneo ed in Europa. Nel merito: l´art. 1 stabilisce che la lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria limitatamente a quelle aree in cui è "stabilito che la presenza dell´insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo". Tali aree dovranno essere determinate dalle strutture regionali individuate dal D.Lgs n.214/05. In Toscana è Arpat che svolge tale funzione. Quando invece le infestazioni riguardano piante isolate in ambiente urbano che possono creare qualche problema per la salute pubblica (e non per un’intera popolazione di piante), gli interventi di profilassi sono disposti dall´Autorità sanitaria competente per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali, secondo modalità indicate sempre da Arpat.

L’Agenzia per l’ambiente gioca quindi un ruolo importante in merito e fornisce consulenze indicando le tecniche più idonee di prevenzione e contenimento dell’insetto. Ad esempio, nella seconda metà di settembre, quando le larve di prima e seconda età sono in fase di alimentazione, è necessario intervenire con insetticidi microbiologici (prodotti a base di Bacillus thuringiensis var.Kurstaki) o con prodotti di sintesi (regolatori di crescita). Nel periodo precedente, all’inizio dell’estate, è possibile utilizzare trappole a ferormone per catturare i maschi adulti, poco prima del loro sfarfallamento. In inverno invece, sempre secondo le indicazioni di Arpat, sono applicabili solo gli interventi meccanici, cioè l’asportazione che dovrebbe essere fatta tra dicembre e febbraio, quando i nidi sono ben visibili sulla chioma. Tale operazione deve essere effettuata da parte di personale munito di dispositivi di protezione individuale e mezzi forniti di piattaforma mobile. I nidi prelevati devono essere posti in sacchi di polietilene, allontanati dal sito e distrutti in apposite aree.

«Per quanto riguarda la consuetudine di sparare ai nidi - informano da Arpat - si sottolinea non solo l’inutilità di tale procedura, ma anche la sua pericolosità e pertanto se ne sconsiglia assolutamente l’applicazione». All’interno del Servizio regionale Meta “Monitoraggio estensivo dello stato fitosanitario delle foreste toscane, è attiva una specifica rete di monitoraggio dedicata alla processionaria del pino, allo scopo di allertare in tempi congrui gli Enti pubblici per consentire la realizzazione di interventi autunnali sulle larve giovani del lepidottero ancora prive di peli urticanti.

http://www.arsia.toscana.it/meta/default.htm

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