[28/02/2008] Rifiuti

Federambiente da Stavros Dimas per parlare di incenerimento e nanoparticelle

LIVORNO. Una delegazione di Federambiente, che rappresenta quasi 300 imprese pubbliche d’igiene ambientale presenti in tutta Italia, è stata ricevuta ieri a Bruxelles sia dal commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas, che dalla direttrice generale della direzione generale Ambiente Pia Bucella. Nel corso dell’incontro la delegazione di Federambiente – guidata dal presidente Daniele Fortini e composta dal responsabile dell’area politiche industriali, Filippo Brandolini, dal presidente del Cic, Leonardo Ghermandi, e dal direttore di Iswa Italia, David Newman – ha presentato al commissario Dimas la posizione delle imprese italiane del settore in materia di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani, anche alla luce della discussione in corso nelle istituzioni comunitarie per la nuova direttiva quadro sui rifiuti.

Al commissario Dimas è stato poi illustrato il programma di ricerca sulle nanoparticelle emesse da impianti di incenerimento (primo del genere in Europa) che è in corso di realizzazione in collaborazione con importanti università e laboratori italiani. Uno studio molto atteso, che nei propositi di Federambiente, dovrebbe riuscire a fornire dati con rigore scientifico su un argomento oggi assai controverso e su cu si concentra spesso l’attenzione di chi avversa questo tipologia di impianti di smaltimento dei rifiuti.

Ma l’obiettivo della visita di Federambiente al commissario Dimas era soprattutto la richiesta di misure comunitarie più stringenti e concrete di quelle attuali per la prevenzione e la minimizzazione della produzione di rifiuti, indicando come base di discussione le Linee guida redatte dalla Federazione in collaborazione con l’Osservatorio nazionale rifiuti e ribadire con forza la necessità che le normative comunitarie incoraggino e consolidino il riciclaggio dei rifiuti, disincentivando il ricorso allo smaltimento in discarica e favorendo il recupero d’energia dalla parte non riciclabile dei rifiuti.
Abbiamo chiesto al presidente Daniele Fortini, di raccontarci gli esiti di questo incontro
«Il commissario Dimas era molto soddisfatto di incontrare finalmente una delegazione italiana e non come in genere gli succede singole sigle ed abbiamo trovato molta disponibilità sia da parte del Commissario, che dalla direttrice generale Bucella, come del resto era già successo con la relatrice della direttiva rifiuti in discussione al parlamento, Caroline Jackson, che abbiano incontrato la settimana scorsa».

Ci sono tempi certi per l’approvazione della direttiva e ci saranno modifiche sostanziali rispetto al testo su cui c’è stata una posizione comune?
«La discussione della direttiva in aula al parlamento europeo è già calendarizzata per il 16 giugno, entro il semestre presieduto dalla Slovenia. Riguardo alle modifiche c’è stato un confronto orientato alle strategie sul recupero energetico dai rifiuti e la posizione su cui c’è ormai accordo tra le forze politiche in parlamento è che il recupero energetico è prioritario».

Significa che rivedranno l’attuale gerarchia?
«No la gerarchia rimane, ma il recupero di energia sarà considerato a tutti gli effetti una operazione di recupero e non di smaltimento. Quindi una priorità tra le azioni di recupero. E gli impianti saranno classificati come impianti di recupero o di smaltimento a seconda della loro potenza energetica. Anche sul tema riciclaggio c’è stato un confronto molto positivo e siamo soddisfatti che si punti a fissare un obiettivo minimo di riciclaggio del 50% entro il 2020 per tutti e 27 gli stati membri. Il fatto poi che su questi punti il parlamento andrà compatto al voto, avrà un riverbero importante anche sugli stati membri, perché sarà possibile creare convergenze».

Anche con la Commissione il confronto è stato positivo?
«Direi proprio di sì. Con la Commissione abbiamo insistito sul fatto che svolga un forte ruolo di supporto agli Stati membri sulle politiche di riduzione dei rifiuti, perché le buone azioni volontarie, su cui anche Federambiente si sta spendendo molto sono importanti ma non sufficienti, sono gocce nell’oceano».

Quindi avete chiesto una mano più ferma sui piani nazionali di prevenzione?
«Sì un supporto e soprattutto una azione sanzionatrice per chi non ottempera agli impegni e una più alta sorveglianza perché non vi siano defezioni anche sull’applicazione delle direttive già in essere, come ad esempio lo stop degli shopper al 2010, e Dimas si è detto d’accordo. Abbiamo anche chiesto un impegno sulla società europea del riciclaggio affinché possa essere supportata da strumenti comunitari, e su questo il Commissario ha colto il suggerimento e si è impegnato a verificare se esiste nel parco degli istituti esistenti europei qualche struttura che possa rappresentare il riferimento, dato che la scelta è quella di non far proliferare nuove agenzie».

Con la direttrice generale Pia Bucella, che è anche il capo degli ispettori europei, avete parlato della recente missione che ha guidato a Napoli?
«Si’ anche di quella, che ha definito una situazione sconvolgente e su cui non ci sono ancora elementi per far cambiare il giudizio. Le abbiamo assicurato la nostra collaborazione su questo fronte».

Dello studio sulle nanopolveri era interessato il commissario Dimas?
«Molto ed ha accettato l’invito a partecipare alla presentazione ufficiale dei risultati».

A quando l’evento e dove?
«A giugno, dopo l’approvazione della direttiva comunitaria. Dove, ancora non è deciso, ma potrebbe essere anche Napoli».

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