[28/02/2008] Aria

L’acciaio europeo a basse emissioni di CO2?

BRUXELLES. La piattaforma tecnologica europea per l’acciaio (Estep) ha avviato la seconda fase del programma di ricerca (Ulcos-II) sulla siderurgia a bassissime emissioni di CO2. Ulcos-II rappresenta uno degli sforzi di ricerca e sviluppo (R&D) più ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra prodotte dalla produzione dell’acciaio. Ha una dotazione finanziaria di circa 30 milioni di euro, provenienti soprattutto dal fondo per la ricerca sul carbone e l’acciaio della Commissione europea, e comprende 48 tra imprese siderurgiche e della catena di approvvigionamento delle materie prime, laboratori di ricerca ed università per sviluppare tecnologie innovative per una forte riduzione delle emissioni di CO2.

La prossima fase necessiterà di almeno 300 milioni di euro per sviluppare il primo progetto pilota su scala industriale. «La Commissione europea è impegnata ad incoraggiare l’industria a ridurre le emissioni di CO2 e la ricerca gioca un ruolo cruciale a questo riguardo – spiega Janez Potočnik, commissario Ue per la scienza e la ricerca - La piattaforma tecnologica europea dell’acciaio ed i lavori condotti nel quadro del programma Ulcos costituiscono dei buoni esempi degli sforzi di un settore per mettere a punto le tecnologie che gli permettano di mantenere la sua competitività».

Per Michel Wurth, presidente del comitato direttivo di Estep «Questa decisione importante dimostra che la siderurgia europea è fortemente impegnata ad apportare il suo contributo alla lotta contro il cambiamento climatico ed alla riduzione delle emissioni di gas serra. Inoltre, dimostra che questo settore ha la capacità di assumersi le proprie responsabilità, cercando sempre di migliorare la sua competitività». La parola competitività ricorre come un’ossessione di fronte alla necessità dell’industria siderurgica di adattarsi ai limiti posti dal Protocollo di Kyoto ed a quelli dell’Ue, con lo sguardo rivolto a Cina, India ed Usa che di questi vincoli se ne fregano.

Negli ultimi 40 anni l’industria europea dell’acciaio ha ridotto del 50% le sue emissioni, ma «le tecnologie fondate sul carbone si avvicinano ai loro limiti fisici per quel che riguarda il rendimento energetico – si legge in una nota della Commissione Ue – Le imprese siderurgiche hanno deciso di investire in R&D a lungo termine in vista di mettere a punto tecnologie rivoluzionarie che permettano di ridurre ancora di più le emissioni di CO2 delle acciaierie. Questa è la ragion d’essere della Estep, avviata all’inizio del 2003 con il sostegno della Commissione europea».

Il progetto Ulcos II si sviluppa su 4 “piste”, selezionate tra 80 proposte iniziali, che dovrebbero portare ad un abbattimento notevole delle emissioni. Dopo una fase di studio i quattro procedimenti selezionati verranno testati e valutati approfonditamente per quel che riguarda le performance tecnologiche, industriali, economiche e ambientali.

«Salvo nei casi di abbondanza di elettricità a basse emissioni di carbonio – spiega la Commissione Ue – ogni “pista” dovrà essere associata ad un sistema di cattura e stoccaggio di CO2, una tecnica che occorrerà adattare con giudizio alle caratteristiche particolari del settore. La prima “pista” che verrà valutata su scala industriale sarà fondata sulla tecnologia dell’altoforno e del riciclaggio dei gas e la cattura-stoccaggio del carbonio».

I partecipanti all’Estep si sono anche accordati per un forte sostegno ad altri grandi progetti ambientali per il basso consumo energetico, l’utilizzo sostenibile delle risorse, l’incidenza sociale della messa a punto di nuovi materiali, la costruzione intelligente e gli edifici ad efficienza energetica da realizzare insieme alla piattaforma tecnologica europea della costruzione.


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