[27/02/2008] Acqua

Firmato il protocollo per riqualificare il tratto pisano dell´Arno

PISA. L’intesa ufficiale è stata raggiunta con la firma di uno specifico protocollo, in cui si prevede di riqualificare e mettere in sicurezza idraulica l’area di Golena in sinistra idrografica del fiume Arno, nel tratto tra il ponte del Cep e la foce a mare, tratto situato nel comune di Pisa. Nell’accordo sono esplicitati gli impegni assunti da ogni ente coinvolto: istituzioni locali (provincia, il comune e il Parco di Migliarino) più la Regione, e le due associazioni Ascom e Cna.

Ricordiamo che la vicenda, complessa, parte da lontano: precisamente dal 2001 quando l’amministrazione provinciale ha ereditato competenze in ambito di demanio. In sostanza, molte delle proprietà delle attività presenti in Golena, risultavano in contrasto con le norme in materia di sicurezza idraulica, all’interno di un quadro di contenziosi aperti tra le attività stesse e il Demanio per il pagamento dei canoni relativi all’occupazione delle aree e con tutte le relative concessioni ormai scadute da tempo. Oggi il via libera.

Il protocollo è stato firmato per la provincia dal presidente Andrea Pieroni, per la Regione Toscana dall’ing. Enrico Becattini (a nome dell’assessore al territorio e alle infrastrutture Riccardo Conti); per il comune di Pisa dall’assessore Bianca Storchi; per l’Ente Parco dal presidente Giancarlo Lunardi; per l’Ascom dal direttore Luca Ciappi; per la Cna dal presidente Valter Tamburini. «Il protocollo significa tanto - dichiarano il presidente Pieroni e l’assessore all’ambiente Valter Picchi che ha seguito la parte operativa – perché soprattutto avvia concretamente il percorso per mettere finalmente in regola la Golena dal punto di vista della sicurezza idraulica e per dare certezze, attraverso il rinnovo delle concessioni da anni scadute (che hanno portato a contenziosi in sede legale), al futuro delle attività presenti storicamente lungo l’Arno. Esprimiamo la piena soddisfazione per questo traguardo al quale siamo giunti attraverso una reale opera di concertazione e riteniamo questa intesa un punto essenziale nei programmi complessivi di sviluppo del nostro territorio».

Vediamo cosa prevede il protocollo. Anzitutto, si mette in evidenza la necessità di valorizzare le attività in golena d’Arno nel contesto delle future, strategiche infrastrutturazioni (porto di Marina, Incile, Darsena, canale dei Navicelli, Scolmatore) e quindi come facenti parte di un unico sistema fluviale e marittimo. Il protocollo inoltre impegna la provincia, il comune e l’Ente parco ad adeguare i rispettivi strumenti, per giungere ad un condiviso piano di recupero e riqualificazione dell’area. Al tempo stesso la Regione avvierà le procedure necessarie per classificare navigabile l’Arno nel tratto compreso tra la città (ponte del Cep) e la foce. Due aspetti questi ultimi che contribuiranno a sanare la grande maggioranza dei manufatti non autorizzati sorti negli anni lungo il fiume, che costituiscono il principale ostacolo alla sicurezza idraulica in caso di piene dell’Arno. Una volta che saranno stati sistemati i manufatti, tantissime concessioni scadute saranno rinnovate in modo quasi automatico. L’obiettivo del protocollo è infatti anche quello di andare a chiudere la lunga stagione dei contenziosi: le associazioni, come scritto nell’atto, saranno impegnate ad agire presso i propri aderenti per una risoluzione positiva delle pendenze esistenti riguardo alle indennità dovute. «E’ inoltre indicativo il fatto- continuano Pieroni e Picchi- che questo protocollo giunga a pochi giorni dalla comunicazione con la quale la Regione ha affidato alla provincia di Pisa la progettazione preliminare relativa alla navigabilità e al potenziamento della funzionalità idraulica dello Scolmatore.

La navigabilità del canale, in particolare, potrà avere in prospettiva riflessi positivi sul nostro settore della nautica e della cantieristica, dunque sia per le attività della Golena che della Darsena. Se, come crediamo, anche i lavori al canale dei Navicelli, con scavo del fondale per favorire il passaggio di imbarcazioni più importanti, procederanno di pari passo con quelli dello Scolmatore- concludono presidente e assessore- potremo arrivare in un arco temporale non troppo ampio alla famosa chiusura del cerchio per il circuito delle acque pisane».

Qualche interrogativo questo accordo lo lascia, almeno per quel che ci è dato sapere. Che vuol dire sanare i manufatti sorti negli anni lungo il fiume? Dato che molti sono abusivi si tratta di un condono? Come si riqualificano ai fini della riduzione del rischio idraulico? Qual è il filo diretto che lega navigabilità a riduzione del rischio idraulico? E infine perché non è stata coinvolta l’Autorità di bacino dell’Arno viste le materie di cui si sta parlando?

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