[27/02/2008] Rifiuti

Batterie esauste, il Cobat festeggia 20 anni di riciclaggio

LIVORNO. In occasione dei 20 anni di attività il Cobat (Consorzio obbligatorio batterie esauste) lancia il Concorso giornalistico “Caratteri di piombo”: entro autunno premierà a Roma gli articoli giornalistici che con più efficacia, originalità e qualità avranno contribuito alla diffusione di un’informazione corretta su un tema importante come la tutela ambientale e la raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste. L’obiettivo del Cobat è dunque quello di stimolare e promuovere una riflessione sempre più attenta e competente da parte dei media sul tema della gestione dei rifiuti e delle batterie al piombo esauste svolto in particolare dal Consorzio.

In 20 anni il Cobat ha raccolto quasi 3 milioni di tonnellate di batterie esauste, pari a 30 milioni di batterie avviate a riciclo.

Le batterie riciclate sono quelle al piombo di auto, camion, mezzi agricoli, mezzi per la nautica, le batterie dei treni, dei muletti elettrici dei supermercati e simili. Inoltre quelle presenti negli impianti stazionari (ex: i gruppi di continuità degli ospedali, delle centrali elettriche etc – tutti quei posti dove l’elettricità non può mancare) e le batterie che alimentano i ripetitori di telefonia dove non arrivano i fili elettrici.

Il riciclo delle batterie al piombo esauste mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la collettività, sia in termini economici sia ambientali. Il piombo “secondario”, infatti, è identico a quello estratto dal minerale, è riutilizzabile all’infinito e per la sua lavorazione è possibile un risparmio energetico pari al 66% rispetto al piombo “primario”. Essendo l’Italia un Paese importatore di tale minerale, la riduzione dei volumi da acquistare contribuisce positivamente alla bilancia nazionale dei pagamenti. A tale scopo basti pensare che il metallo riciclato dalle batterie esauste rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale. E la re-immissione nel circuito industriale si traduce in un risparmio annuale di circa 200 milioni di euro rispetto alla necessità di importare piombo dall’estero.

Se il riciclo non fosse possibile, inoltre, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con il conferimento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi. Si calcola che, dall’inizio della sua attività, il Cobat ha sottratto allo sversamento nell’ambiente circa 425 milioni di litri di acido solforico diluito.

E questo perché Cobat assicura la raccolta delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi e ne organizza lo stoccaggio; cede, anche all’estero, i suddetti prodotti alle imprese che ne effettuano il riciclo, assicura l’eliminazione dei prodotti stessi, nel caso non sia possibile o economicamente conveniente il riciclo, nel rispetto delle disposizioni sulla tutela dell’ambiente; promuove lo svolgimento di indagini di mercato e azioni di ricerca e sviluppo tecnico - scientifico per il miglioramento tecnologico nel ciclo di smaltimento e di lavorazione del piombo.

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