[26/02/2008] Energia

Nucleare: la pistola fumante degli ayatollah e il missile indiano

LIVORNO. La storia del nucleare iraniano non sembra aver fine, oggi si scomoda perfino il leader spirituale e guida suprema della Repubblica islamica, l´ayatollah Ali Khamenei (nella foto), che dichiara alla radio nazionale dell’Iran che «La questione nucleare nella quale il popolo iraniano ha onestamente ottenuto una grande vittoria non è che un esempio delle conquiste del sistema islamico in Iran».

E’ l’ultima e forse più importante di una serie di dichiarazioni con le quali le autorità di Teheran hanno accolto positivamente la pubblicazione a Vienna del nuovo rapporto del direttore generale dell’International Atomic Energy Agency (Iaea) Mohamed ElBaradei, asserendo che conferma la giustezza delle loro dichiarazioni sul fatto che il programma nucleare iraniano è esclusivamente civile.

Dichiarazioni che fanno imbestialire gli Usa ed Israele e imbarazzano il sestetto (Usa, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania) che aveva proposto sanzioni per l’Iran.

Per la verità ElBaradei nel suo rapporto non ha detto che tutto è a posto, ma ha rilevato un certo progresso nel chiarimento delle questioni relative alle attività nucleari iraniane, ma esorta anche l’Iran a collaborare di più con l’Iaea per fare luce completa su tutti i dettagli della sua attività nucleare.

Per questo il direttore dell’Iaea ha insistito sulla necessità dell’applicazione per Teheran di un protocollo suppletivo di garanzia, nel contesto del Trattato di non proliferazione nucleare.

Ed anche se gli Stati Uniti ed alcuni Paesi europei pensano che sotto la coperta del nucleare civile gli iraniani nascondano unna qualche pistola fumante, Mohammad Khazaee, l’ambasciatore iraniano all’Onu, chiede al Consiglio di Sicurezza di classificare il dossier iraniano secondo le più tranquillizzanti note del rapporto dell’Iaea che avrebbe «constatato che i problemi in sospeso sono stati risolti e ha confermato che gli attacchi diretti contro il programma nucleare civile iraniano erano infondati. Dunque, le sanzioni avviate dal Consiglio di Sicurezza riguardanti gli iraniani sdono illegittime e assurde».

Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è felicitato per i progressi registrati nel dialogo con Teheran, ma ha sottolineato «la necessità di rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e arrestare l’arricchimento di uranio e i progetti legati all’acqua pesante».

Un orecchio dal quale l’Iran non sembra sentire, visto che ha immediatamente proposto la creazione di un consorzio internazionale per l’arricchimento dell’uranio sul suo suolo, ma «che rispetterà le norme dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica – ha detto Khazaee – I Paesi che sono pronti a partecipare alla creazione di un consorzio internazionale di arricchimento dell’uranio sul nostro territorio sono i benvenuti. Questa sarà una nuova misura di fiducia che renderà il programma nucleare iraniano più trasparente».

Teheran si fa forte anche del diverso trattamento che hanno ricevuto due Stati dell’area, il Pakistan e l’India, non aderenti al trattato di non proliferazione nucleare. E l’India, proprio oggi ha fatto il primo lancio sperimentale (riuscito) di un missile balistico K-15 con una portata di 700 chilometri che dovrebbe armare il sottomarino nucleare che il governo di Nuova Dheli sta realizzando nella massima segretezza nel porto di Visakhapatname che dovrebbe essere pronto nel 2009, per completare la triade nucleare Indiana costituita dai sistemi aerei, terrestri e marittimi. Senza che nessuna schizzinosa potenza occidentale non abbia nulla da eccepire, ma anzi qualcuna collabori attivamente.

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