[26/02/2008] Consumo

Sacchetti di plastica: la Cina chiude fabbrica con 20 mila lavoratori

LIVORNO. La Cina non è una democrazia e si può permettere di applicare draconianamente tutti i divieti che il governo comunica, anche quelli di tipo ambientale che in occidente richiedono una lunga fase di concertazione e “accompagnamento”. E’ quel che sta succedendo con il divieto dell’uso dei sacchetti di plastica: a Suiping, nella provincia dell’Henan, il governo ha chiuso la fabbrica di Huaqiang, il più grande produttore di shopper di plastica della Cina.

Il 9 gennaio la direzione del potente Consiglio generale degli affari di Stato ha ordinato il divieto di produzione, vendita ed utilizzo dei sacchetti di plastica di meno di 0,025 millimetri di spessore e la proibizione della distribuzione gratuita di shopper di plastica nei supermercati a partire dal prossimo giugno.

La grande fabbrica appartiene al gruppo Nanqiang Plastic Industrial, che ha sede a Guangzhou, e produceva 250 mila tonnellate di sacchetti di plastica all’anno, per un valore di circa 305 milioni di dollari. In Cina i numeri sono sempre grandi e la chiusura della fabbrica (avvenuta a metà gennaio ma della quale l’agenzia ufficiale Xinhua ha dato notizia solo oggi) ha messo sulla strada 20 mila lavoratori che aspettano di sapere quale sarà il loro destino.

Per ora di chimica fine e di bioplastiche e materBi non se ne parla, tutti i macchinari della fabbrica verranno venduti e quindi probabilmente la produzione di sacchetti si sposterà in un altro Paese in via di sviluppo che aspetterà di esserne soffocato, prima di smetterla anche li.



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