[26/02/2008] Acqua

Arci Firenze si dà all´acqua di rubinetto e fa da apripista ai circoli toscani

LIVORNO. Siamo il primo paese in Europa per il consumo di acqua minerale, con una enorme produzione di rifiuti determinate dalle bottigliette di plastica con cui viene distribuita, ma l’Arci di Firenze ha deciso di cambiare rotta. Da ora in poi, infatti, nei trenta circoli affiliati nel capoluogo toscano si potrà gustare solo acqua del rubinetto.

«Un cambio di stile nei consumi per dare un contributo significativo alla difesa dell´ambiente» lo ha motivato Francesca Chiavacci, che è presidente di Arci Firenze. Facendo una stima sulla quantità di bottiglie evitate in circa 270mila. Tutto questo grazie ai naturizzatori di cui i circoli sono in procinto di dotarsi: si tratta di distributori in grado di trattare l´acqua del rubinetto, garantendo disinfezione batteriologica al 99,9% (ma essendo acqua potabile non ve ne dovrebbe comunque essere bisogno ndr) ed eliminando il cattivo odore del cloro e delle impurità. Oltre a rendere l’acqua a piacere, fredda, liscia o con le bollicine.

Una azione che di Firenze porta anche il marchio dell’azienda che fornirà questi impianti: la Sidea Italia che detiene infatti il brevetto dei naturizzatori e con cui Arci ha stipulato una convenzione che prevede anche la fornitura di borracce portatili. E Giacomo Tavanti, presidente della Sidea guarda lontano: lanciare come tendenza l’acqua del rubinetto e «insieme ad Arci associarci ai sindaci di Firenze, Milano, Roma, Venezia
e persino New York, Chicago e Londra».

Ma intanto si potrebbe pensare di estendere questa bella iniziativa a tutti i circoli affiliati all’Arci Toscana. Abbiamo rivolto questa ipotesi a Vincenzo Striano, presidente di Arci Toscana.
«L’ipotesi è generale per tutto il mondo Arci, che ha avviato per questo una convenzione con la Sidea e mentre si veniva definendo questa ipotesi la parte fiorentina ha avuto un atteggiamento di protagonismo e l’ha voluta sottolineare. Diciamo che Firenze ha fatto da apripista in una convenzione regionale che si pensa di estendere a tutti i 1300 circoli toscani. Ma si deve tener conto che l’Arci è l’unica associazione che prevede un’adesione libera e che non obbliga quindi alle azioni. I circoli hanno la loro autonomia e non è mai automatico che le iniziative che partono dal centro vengano realizzate da tutte le realtà territoriali. Penso comunque che ce la faremo, sono ottimista su questo».

Quali sono le altre iniziative intraprese da Arci per promuovere la sostenibilità ambientale?
«Siamo una associazione che fa battaglie culturali e l’acqua riteniamo che sia un tema prioritario da questo punto di vista. Siamo fra i promotori della proposta di legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua, perché questo crediamo sia un tema fondamentale su cui fare cultura. Sull’acqua, che è un bene primario, si concentrano contraddizioni enormi. Sull’uso della risorsa, sull’erogazione dei servizi, sugli stili di vita: siamo il paese che consuma più acqua minerale in bottiglia con uno spreco di risorse e con una altissima e conseguente produzione di rifiuti. Credo che l’acqua sia il cuore delle battaglie ambientali. Ma siamo molto impegnati anche per conciliare sostenibilità ambientale e sociale, con il commercio equo e solidale e con il rilancio di stili di vita che siano in relazione più armonica con l’ambiente che ci circonda e con le risorse del mondo. Perché c’è da fare una battaglia culturale di massa per cambiare il modo di essere di ognuno di noi e questo credo sia il contributo concreto che l’Arci può e vuole dare».


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