[26/02/2008] Rifiuti

Confindustria Livorno rilancia i due progetti di rigassificatori toscani

LIVORNO. Alla vigilia del consiglio provinciale aperto convocato per domani e che sarà interamente dedicato all“Impianto di Gas Offshore di Livorno" con intervento dell’assessore regionale alla tutela dell’ambiente Anna Rita Bramerini, Confindustria Livorno attraverso il suo presidente Andrea Gemignani non solo sollecita l’attuazione del rigassificatore Olt, ma rilancia di nuovo anche quello Bp Edison di Rosignano e tira più di una stoccata al Piano di indirizzo energetico regionale.

«La presidenza di Confindustria Livorno – si legge in una nota - nell’ambito della definizione delle priorità di politica industriale per lo sviluppo del territorio, riconferma l’assoluta necessità che i temi riguardanti l’energia siano al centro dell’attenzione degli enti locali e della Regione, specialmente per quanto attiene ai rigassificatori. Il fattore principale che incide sulla sostenibilità economica e sociale è la certezza dell’approvvigionamento».

Poi la stoccata: «Nell’attesa che le auspicate fonti rinnovabili arrivino al 39% del fabbisogno, per le quali il Piano energetico regionale ha introdotto limiti di potenza e di filiera non comprensibili, gli utenti devono poter contare sulla certa e abbondante disponibilità della fonte tradizionale meno inquinante e più efficiente: il gas. In questo quadro, limitare il potenziamento dell’impiantistica ad un solo rigassificatore risulta incoerente con le accertate necessità di diversificazione di approvvigionamento. I rigassificatori – prosegue il comunicato - non sono impianti di generazione di energia, ma stoccaggi strategici che garantiscono l´approvvigionamento del prodotto, e quindi l´abbassamento dei costi».

Per Gemignani inoltre «dovranno essere incentivate le fonti rinnovabili superando le barriere di natura ideologica che oggi rendono impossibile la realizzazione delle più serie e produttive iniziative industriali in questo settore», dopodiché il presidente salta su un’altra questione assai dibattuta facendo un parallelismo: «stesso concetto deve essere applicato sul consenso cercato per il termovalorizzatore. È ormai chiaro a tutti che sono indispensabili, le tecnologie odierne danno elevata garanzia per la sicurezza e l’ambiente e non possiamo permetterci di rinunciare alla loro produzione di energia, oltretutto rinnovabile (in realtà per parlare di produzione di energia rinnovabile bisogna far riferimento solo alla parte del rifiuti biodegradabile, per la definizione della quale si aspetta oltretutto il nuovo decreto del ministero della sviluppo come previsto in Finanziariandr). Occorrono decisioni rapide e forte capacità selettiva da parte delle amministrazioni pubbliche. Anzitutto per evitare che iniziative marginali e comunque minoritarie rispetto all’interesse generale della comunità civile, troppo spesso preconcettamente contrarie a qualsiasi investimento energetico, possano rappresentare un freno allo sviluppo».

Confindustria chiede quindi «che i progetti della Olt e della Bp Edison, trovino quanto prima concreta attuazione proprio nella logica di dotare il territorio di infrastrutture che ne accrescano la competitività». Come noto la Regione ha ribadito anche nei giorni scorsi a greenreport che non ha una preferenza tra Olt e Bp, ma che ne potrà essere realizzato uno soltanto.

Pronta la risposta dei Verdi di Livorno all’uscita di Confindustria: «Siamo contrari ad entrambi gli impianti – dice Gabriele Volpi, capogruppo del Sole che ride in consiglio comunale - perché sono dannosi. Questa posizione di Confindustria è strumentale e mette in mostra un certo tipo di “fare imprenditoria” che definirei medievale. E’ rimasta indietro e non si rende conto che con il cambiamento climatico le priorità sono altre, a partire dalle energie rinnovabili di cui anche Confindustria parla, ma non si può mischiare nero e bianco come fossero la stessa cosa».

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