[25/02/2008] Energia

I Verdi toscani: «Adeguare il Pier alle norme nazionali»

FIRENZE. Le norme contenute nella Finanziaria 2008 (art.2 commi 158-161) prevedono il limite di 20 kwp per l’accesso alla procedura semplificata di installazione di nuovi impianti fotovoltaici. Al di sotto di questo valore, l’installazione dei pannelli in edifici già esistenti può avvenire attraverso una semplice Dichiarazione di inizio attività (peraltro non necessaria, in assenza di vincoli paesaggistici, se la potenza non supera i 3 kwp, valore superiore al fabbisogno medio di un’abitazione privata). Sopra, occorre passare attraverso le forche caudine del Procedimento unico, vero e proprio labirinto burocratico vecchia maniera, previsto dalla precedente normativa - D. Lgs 387/2003 - in tutti i casi di impianto di pannelli fotovoltaici.

Nella bozza del Piano di indirizzo energetico, attualmente in discussione in Regione, questo limite di semplificazione burocratica è 10 kwp, la metà. L’ostacolo, come detto non particolarmente limitante per le civili abitazioni, è invece un fattore di forte rallentamento degli investimenti imprenditoriali nel settore delle rinnovabili. E si aggiunga che la Finanziaria prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della normativa (quindi entro l’inizio di Aprile, in teoria) le regioni recepiscano le linee guida nazionali, pena la coattiva entrata in vigore di esse in decadenza delle norme regionali. Per questo i Verdi Toscani, in una conferenza stampa in Consiglio regionale, chiedono l’adeguamento del Pier (e conseguentemente della legge 39) alla normativa nazionale, con l’innalzamento del limite di semplificazione burocratica da 10 ad – almeno – 20 kwp.

«Sarebbe meglio innalzare la soglia a 50 kwp, valore che davvero permetterebbe più competitività e meno costi per un accesso forte delle imprese al settore delle rinnovabili» - sostengono Mario Lupi (capogruppo in regione) e Andrea Piazzini dei Verdi della Valdinievole - «ma nel frattempo almeno adeguiamoci alla normativa nazionale. Nell’ultimo anno sono aumentate in misura esponenziale le richieste di nuovi impianti fotovoltaici e termici, si parla ormai apertamente di parchi eolici in mare (a cui siamo nettamente favorevoli), e anche la soprintendenza ai beni paesaggistici tende ad ammorbidire la sua rigidità. C’è bisogno di semplificazione burocratica per sostenere il percorso di riconversione energetica. E comunque la legge regionale deve adeguarsi alla norma nazionale, pena il suo vanificarsi».

Contestualmente viene anche rilanciata la proposta di prevedere nel Pier un “distretto delle energie rinnovabili” sulla costa, dove – secondo Angiolo Naldi dell’agenzia energetica della provincia di Livorno - viene generata la metà dell’energia elettrica e il 70% dell’energia termica di tutta la regione: «All’interporto una centrale fotovoltaica, al porto una centrale eolica come prevede anche il piano industriale dell’Autorità portuale. Si parla tanto di interventi di sostegno alle imprese: portare avanti questi progetti, e innalzare la soglia per il fotovoltaico facilitato a 20 kwp, è appunto un invito alle imprese, uno stimolo alla qualità e allo sviluppo del rinnovabile. Altro che cuneo fiscale».

In conclusione, aggiunge Lupi: «Gli impianti eolici non si possono certo mettere in piazza del Campo, ma in mare la cosa è fattibile. E va sviluppato anche l’utilizzo del microeolico in agricoltura. Siamo convinti che anche in Italia lo sviluppo dei parchi eolici raggiungerà i livelli di altri paesi, come la Germania. Ma questi ostacoli burocratici frenano lo sviluppo del settore. E va sicuramente fatta più pubblicità ai tanti incentivi economici previsti in Finanziaria per i nuovi impianti e in generale per le attività di aumento dell’efficienza energetica: le agevolazioni per il Tfr hanno avuto risonanza su tutti i media, quelle per l’efficienza energetica nessuna».

Torna all'archivio