[25/02/2008] Comunicati

Quanto interessa agli italiani la sostenibilità ambientale?

LIVORNO. «Confusi come consumatori in un mercato che propone prodotti nuovi e diversi» li definisce Ilvo Diamanti, oggi su repubblica a commento di un sondaggio realizzato da Demos- Eurisko per il quotidiano relativamente all’orientamento politico degli italiani.
Massima pare – da questo sondaggio- l’importanza assunta per i cittadini da problemi economici legati alla vita quotidiana: reddito familiare e costo della vita sono infatti riassumibili nella principale preoccupazione degli italiani che indicano l’aumento dei salari e delle pensioni la principale priorità che andrebbe affrontata con più urgenza. Seguita dalla sicurezza e quindi dalla lotta alla criminalità.
Le preoccupazioni ambientali scivolano invece sino al settimo posto, quando nemmeno un anno fa (in un sondaggio diverso con domande poste diversamente) apparivano un problema grave quasi quanto la disoccupazione e l´aumento del costo della vita. Ben il 70,3% degli italiani si erano infatti espressi in tal senso in un sondaggio realizzato a maggio da Lorien Consulting per il mensile di Legambiente, La nuova ecologia e ripetuto a novembre con risultati del tutto analoghi.

E un´altra differenza salta particolarmente agli occhi: il fatto che allora i temi ambientali erano questioni che venivano messe tra le principali preoccupazioni sia a destra che a sinistra, mentre nel sondaggio fatto per repubblica il tema è quasi ignorato dagli elettori del Partito della libertà e Lega (2,8%) e dell’Udc di Casini che ha messo nel suo programma il rilancio dell’energia atomica (3,1%), mentre è assai più presente in coloro che si dichiarano per il Pd (11,9%) e ancora di più per la Sinistra Arcobaleno (13%), anche se nemmeno tra questi elettori è comunque tra le principali priorità di cui occuparsi con urgenza.

Non è un buon segnale perché preso per buono questo sondaggio a campione di poco più di un migliaio di italiani, potrebbe significare che dato lo scarso appeal che gode tra gli elettori anche coloro che lo hanno messo tra le priorità del proprio programma elettorale potrebbero farlo scivolare tra le cose da fare, sì ma dopo che si sono risolti altri nodi più urgenti.
«Io credo che sia mal posta la domanda» spiega il Direttore de La nuova ecologia, Marco Fratoddi.

Ritiene che la domanda che si riferisce alla protezione dell’ambiente quale tema di cui occuparsi in maniera urgente, sia cioè troppo generica?

«Sì. Se la domanda fosse stata tagliata su se e quanto il governo futuro dovesse occuparsi del clima, la maggior parte avrebbe risposto molto. La preoccupazione è rispetto agli sconvolgimenti climatici e quindi sulle ricadute globali sull’ambiente, non tanto sulla protezione dell’ambiente in senso astratto. Noi abbiamo avuto risposte diverse: la somma delle percentuali delle risposte su preoccupazione sui temi locali e quella sui temi globali relativamente all’ambiente, fanno il 43,4%, al terzo posto dopo disoccupazione e sicurezza personale. Sempre in quel sondaggio un’altra domanda chiedeva chi debba essere ad impegnarsi su questo tema, cui il 60% degli intervistati ha risposto il governo. Dimostrando anche di avere le idee piuttosto chiare da chi pretendere risposte. E dato che per il 68% degli intervistati a novembre (che era il 64,8 a giugno) è un problema urgente frenare l’effetto serra e che il campione di votanti per il centro destra e il centro sinistra era piuttosto simile, è una preoccupazione che riguarda tutto il corpo sociale. Per questo credo che se la domanda fosse stata posta in maniera diversa avrebbe avuto un´altra risposta».

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