[22/02/2008] Urbanistica

Le antiche spiagge sommerse della Toscana saranno usate contro l´erosione

LIVORNO. La lotta all’erosione trova un suo alleato inaspettato nel mare stesso: durante il l convegno Beachmed-e, che si è tenuto questa mattina al Convitto della Calza di Firenze infatti, è stata annunciata la scoperta giacimenti di sabbia che si estendono sotto il livello del mare e che potranno diventare i più grandi alleati della Toscana nella lotta all’erosione costiera.

I giacimenti individuati a largo della Toscana sono cinque e si trovano non molto distanti da quelle che ancora oggi sono mete turistiche d’eccellenza. Il più grande si trova nei fondali dell’isola di Capraia, ha un volume potenziale di ben 170 milioni di metri cubi e da solo basterebbe a soddisfare tutte le esigenze di ripascimento spiagge della Toscana, tuttavia al momento è tra i cinque il più lontano dalla possibilità di essere usato, perché composto per la maggior parte (circa l’80-90%) da carbonati (soprattutto gusci di molluschi), un materiale ancora non sufficientemente testato nel ripascimento spiagge. Le altre quattro ‘miniere’ di sabbia, che migliaia di anni fa erano spiagge emerse, si trovano a Massa, Piombino, davanti all’Argentario e nel corridoio tra l’isola d’Elba e Pianosa. Si tratterebbe di giacimenti prevalentemente silicei dal volume complessivo di circa 100 milioni di metri cubi, una risorsa strategica per la tutela delle spiagge toscane e la difesa della costa.

La Toscana ha 191 chilometri di litorale sabbioso e di questi oltre il 35 per cento, circa 70, sono colpiti da erosione. Negli ultimi anni si sono persi circa 180.000 metri quadrati di spiaggia, soprattutto nelle aree vicine alla foce dei grandi fiumi. L’erosione costiera è un fenomeno che preoccupa fortemente, anche perché connesso alla pressione esercitata dall’uomo. Difendere la costa è la parola d’ordine del progetto europeo Beachmed-e e l’obiettivo che si sono date le istituzioni, gli istituti di ricerca e gli istituti presenti al Convitto della Calza di Firenze in una due giorni organizzata dalla Regione per fare il punto sul fenomeno e sulle strategie e gli interventi utili a contrastarlo.

La Regione Toscana ha messo a disposizione per questo problema oltre 110 milioni di euro, con l’obiettivo di abbandonare i sistemi rigidi di difesa della costa (scogliere) - fino ad oggi imposti dall’esigenza di difendere i centri abitati e le infrastrutture costiere - per passare a metodologie di riequilibrio dei litorali basate sulla prevenzione (Piani di bacino), sull’alimentazione artificiale delle spiagge (ripascimenti) e sulla graduale eliminazione delle opere di difesa rigida esistenti. I nuovi interventi hanno un impatto ambientale minore, minori costi di manutenzione e consentiranno di usufruire delle spiagge sia per le attività ricreative che come elemento di difesa dell’entroterra dalle mareggiate.

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