[22/02/2008] Parchi

Buone notizie per il Po: approvata direttiva Autorità di bacino

PARMA. Il bacino del Po raccoglie le acque di un territorio che va dal Monviso al Delta. Un bacino idrografico che interessa il territorio di Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, e si estende anche a porzioni di territorio francese e svizzero. E’ quindi sicuramente una buona notizia l’approvazione della direttiva dell’Autorità di bacino del Po che dovrebbe avviare la rinaturazione del più grande fiume italiano per garantirne la sicurezza idrogeologica e l´equilibrio ecologico.

Si tratterà soprattutto di riattivare vecchi rami fluviali abbandonati o degradati, ripristinare le aree di esondazione naturale, riforestare le fasce fluviali, ridurre gli elementi artificiali e gli argini obsoleti, intervenire per il recupero e la tutela della biodiversità e di specie ed habitat prioritari, anche attraverso il controllo delle specie aliene e con la rimozione di traverse, dighe e paratoie che impediscono a specie ittiche rare di risalire il fiume per raggiungere le aree di riproduzione.

Grande la soddisfazione del Wwf: «La direttiva rappresenta una vera svolta – dice Andrea Agapito Ludovici, responsabile acqua dell’associazione ambientalista - Il Po, da più parti considerato come il grande malato dell´Italia settentrionale, è stato vittima di pesanti speculazioni in passato ed è tuttora oggetto di progetti pericolosamente fantasiosi, come la recente proposta di navigazione per il trasporto merci, che ne possono compromettere l´equilibrio, con gravissime conseguenze ecologiche, senza arrecare alcun beneficio economico e senza contribuire nemmeno a ridurre i problemi legati alle inondazioni o alle continue crisi idriche estive. Il fiume potrà tornare in salute se finalmente verrà attuato il Piano di assetto idrogeologico, che deve garantire il ripristino degli equilibri ambientali necessari a scongiurare nuovi rischi, anche attraverso questa nuova direttiva tecnica. Tutti questi progetti possono essere sviluppati con il coinvolgimento attivo di agricoltori, imprenditori, associazioni locali e comuni - conclude Agapito Ludovici - E´ un´opportunità che non va sprecata, perfettamente in linea con l´applicazione della direttiva quadro acque 2000/60/CE e della più recente direttiva 2007/60/CE sul rischio alluvionale. Perché divenga uno strumento operativo efficace, è necessario che le Regioni e Province rivierasche la adottino al più presto per la propria pianificazione (Piani di sviluppo Rurale, Piani territoriali di coordinamento, Piani cave)».

Il Panda ricorda anche di aver promosso due interventi di riqualificazione in aree sensibili del bacino del Po: Il primo nell´area pavese, «dove il Parco del Ticino, fondamentale corridoio ecologico che collega le Alpi alla pianura, incontra il Po, sono già stati avviati interventi di riforestazione e ampliamento di zone umide. Progetto avviato da Parco del Ticino e Regione Lombardia e patrocinato dal Wwf per consolidare un punto nodale della rete ecologica della pianura padana, attualmente dominato da coltivazioni di pioppi».

Il secondo nel Mantovano, «in un tratto del fiume particolarmente sensibile al rischio di esondazione e, non a caso, tra i più duramente colpiti dalle alluvioni del 2000, il Wwf ha presentato nel 2003 una proposta per la riqualificazione delle zone umide e la riforestazione delle sponde (circa 90 km per quasi 10000 ettari di golena), gli strumenti più importanti per ridurre il rischio di esondazioni future».


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