[22/02/2008] Aria

Nasce il Climate Neutral Network di Stati, città e imprese

LIVORNO. Alla decima sessione speciale del Gouverning Council/Global ministerial environment Forum che si chiude oggi nel Principato di Monaco, L’ United Nations Environment Programme (Unep) e l’Environment Management Group dell’Onu hanno presentato “Climate Neutral Network (CN Net)”, «una iniziativa audace per indirizzare il cambiamento climatico e il bisogno urgente di giungere ad un’economia mondiale de carbonizzata».
Hanno aderito subito alla rete internet 4 Stati (Costa Rica, Islanda, Norvegia e Nuova Zelanda), 4 città ( Arendal in Norvegia, Rizhao in Cina, Vancouver in Canada e Växjö in Svezia) e 5 imprese (la britannica Co-Operative Financial Services, la statunitense Interface Inc, la brasiliana Natura, la sudafricana Nedbank e la Senoko Power di Singapore).
Il network punta a federare il numero ancora piccolo ma crescente di nazioni, autorità locali, agenzie intergovernative, Ong e società che si impegnano a ridurre fortemente le loro emissioni per arrivare ad economie, comunità ed imprese ad emissioni zero.
L’obiettivo di CN Net è quello di creare un vero network mondiale di scambio di informazioni aperto a tutti i livelli della società «dai presidenti, primi ministri e principi, ai cittadini di Pittsburg e Sao Paulo, Poznan e Apia».
Il direttore esecutivo dell’Unep, Achim Steiner, ha detto a Monaco che «La Climate neutrality è un’idea che ha fatto strada, perché è urgente lottare contro il riscaldamento climatico ma anche per le grandi possibilità economiche che si aprono per coloro che sono pronti a fare la transizione verso un’economia verde. Questa nuova iniziativa va a rafforzare i negoziati ufficiali della Convenzione quadro dell’Onu sul cambiamento climatico. I governi devono seguire la road map di Bali per raggiungere una buona conclusione a Copenaghen nel 2009. Il Climate Neutral Network può aiutare a dare fiducia mostrando azioni concrete a livello nazionale e locale sull’arte del possibile. CN Net si sviluppa sul lungo termine e può ugualmente servire a mobilitare una vasta risposta, dimostrando che la transizione verso un futuro a zero carbonio può essere una realtà se ispirato da azioni e pratiche sono che sono allargate al mondo intero».

Tra i quattro Paesi aderenti a CN Net le situazioni sono abbastanza diverse: in Norvegia il problema sono le emissioni di gas e petrolio a preoccupare, mentre in Nuova Zelanda l’agricoltura rappresenta il 50% delle emissioni di gas serra. I problemi di emissione della poco popolata Islanda vengono dal settore dei trasporti e dell’industria, in particolare quella della trasformazione dei prodotti ittici, mentre per la Costa Rica la sfida è quella di impedire la deforestazione ed il degrado dei suoli, dovuti soprattutto alla coltivazione di banane, anche per tutelare il turismo ecologico che rappresenta buona parte delle sue entrate.

«La Costa Rica cerca di diventare climate neutral al 2021, in maniera unilaterale – ha spiegato Roberto Dobles, ministro dell’ambiente e dell’energia del Costa Rica - perche anche se emettiamo poco, pensiamo che la responsabilità sia comune sebbene differenziata. Le potenze economiche del futuro saranno quelle senza carbonio e rispettose dell’ambiente. La Costa Rica elabora una strategia nazionale di lotta contro il riscaldamento, per le generazioni presenti e future, per ridurre le nostre emissioni ed adattare il Paese al cambiamento climatico. La Costa Rica elabora questa strategia per creare nuove capacità concorrenziali in un ambiente fortemente colpito dal cambiamento climatico. Il Paese comincia a comprendere l’idea che un’economia climaticamente neutra è ugualmente concorrenziale, poiché i costi possono essere ridotti ed i fattori climatici di qualità raggiunti».
Secondo il ministro dell’ambiente dell’Islanda Thorunn Sveinbjarnardottir, «Il cambiamento climatico può avere pesanti conseguenze su una gran parte dell’umanità nei prossimi decenni. Dobbiamo però essere capaci di rispondere a questa sfida in maniera positiva e considerare che dobbiamo fare le cose meglio e in maniera più verde. L’Islanda ha decarbonizzato la sua produzione di energia e spera di fare la stessa cosa per altri settori dell’economia. L´iniziativa dell’Unep del Climate Neutral Network permette ai Paesi di dare l’esempio in diversi settori e di suscitare più ambizioni in materia di clima. Non è importante capire chi è in testa a questa corsa verso la carbon neutrality; se giungeremo tutti ad intensificare i nostri sforzi, i veri vincitori saranno i futuri abitanti del pianeta terra».

Nel suo intervento, David Parker, ministro per il cambiamento climatico della Nuova Zelanda, ha sottolineato che «Lo sviluppo del Climate Neutral Network è un gran passo in avanti per creare una risposta globale coordinata contro il cambiamento climatico. Sono fiero che la Nuova Zelanda sia uno dei membri fondatori del network. Come firmatari, indichiamo la via formulando attivamente strategie per diventare carbon neutral.
La creazione di una rete riconosce che la crescita economica e il benessere globale devono andare di pari passo con un ambiente pulito e sano. Riconosce ugualmente che il cambiamento climatico è un problema di più alta priorità per le Nazioni Unite».
Secondo Erik Solheim, ministro dell’ambiente e dello sviluppo internazionale della Norvegia «Il CN Net contribuirà a sviluppare ed a promuovere economie carbon neutral. Faciliterà l´applicazione di soluzioni di mercato e misure economiche per lottare contro il cambiamento climatico».

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