[20/02/2008] Comunicati

L’Ue chiede all’Honduras di proteggere gli ambientalisti

LIVORNO. Il rappresentante dell’Unione Europea in Honduras, Germano Stragneiro, ha chiesto al presidente del Paese centroamericano, Manuel Zelaya, di garantire la sicurezza e la vita degli ambientalisti honduregni, in particolare nella zona che dovrebbe diventare riserva della biosfera del Río Plátano, nel dipartimento orientale di Olancho. Stragneiro ha sottolineato le difficoltà ad iniziare il progetto per la realizzazione della riserva delle biosfera perché, dopo l’assassinio del leader ambientalista Mario Guifarro, molti tecnici temono di essere uccisi.

Una preoccupazione condivisa anche da Ramón Custodio (Nella foto), commissario per i diritti umani, che ha detto a Tierramerica di considerare il Río Plátano «una zona ad alta insicurezza per la protezione ambientale» e che la morte di Guifarro «non deve restare impunita». In Honduras, negli ultimi 15 anni, sono stati uccisi almeno 15 esponenti di associazioni ambientaliste e l’Olancho è l’area dove gli assassini sono più frequenti .

Mario Guifarro è stato assassinato il 15 settembre 2007 a Parawasito, una piccola località del municipio di Dulce Nombre de Culmí, nel Patuca Medio, mentre stava compiendo una missione per conto dell’Instituto para la Cooperación y Autodesarrollo (Icade), per contrattare con le comunità locali i lavori di perimetrazione della riserva della biosfera. Guifaro era probabilmente il più grande conoscitore e difensore delle foreste e della fauna del Río Plátano, Tawahka Asangni e del parco nazionale Patuca.
L’ambientalista Honduregno voleva applicare nella riserva della biosfera il modello di El Petén, in Guatemala, dove le comunità, organizzate in imprese sostenibili di economia sociale, amministrano con criterio scientifico ed equo boschi in concessione da parte dello Stato, attraverso un Pacto Ambiental.

L’Icade, l’associazione alla quale apparteneva Guifaro, su mandato del Congresso della Federación Indígena Tawahka dell’Honduras, (Fith) e attraverso un progetto finanziato dall’Ue e dall’Ong Trocaire, sta tentando di delimitare 125 chilometri di foresta, «separando la parte storica-culturale dal resto della zona nucleo della riserva della biosfera Tawahka Asangni». Fino all’omicidio del leader ambientalista i cartelli di delimitazione erano stati posti su un fronte di 57 Km, con grandi difficoltà logistiche.

Ma il lavoro finanziato dall’Unione europea ha nemici pericolosi che puntano a sfruttare intensivamente le risorse forestali, tanto che il presidente Zelaya nel 2007 ha inviato un battaglione dell’esercito nell’area per proteggerla. Gli ambientalisti pensavano che la forza di dissuasione dello Stato e quella di progresso sociale del Pacto Ambiental avessero messo al sicuro gli attivisti dell’Icade, poi è arrivato l’omicidio di Guifarro e una commissione di inchiesta guidata direttamente dal ministro della difesa Arístides Mejía, che non si è mai più riunita.

In questo clima di totale insicurezza, è molto difficile portare avanti i tre progetti finanziati da Ue, Trocaire, Centro Cooperativo Sueco e Lwr, avviati dopo tre anni di concertazione con le comunità locali per salvare quel che resta della foresta honduregna. Anzi, il governo nazionale si è ritirato dal tavolo di discussione del Pacto Ambiental fin dalla sua seconda riunione. «Le conseguenze le stiamo vivendo ora – dicono gli ambientalisti – Stiamo perdendo preziose vite umane e il pericolo continua, a parte l’azione distruttiva dei boschi, altre forze poderose avanzano senza nessun controllo».


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