[19/02/2008] Rifiuti

Tognocchi: Gpp obbligatorio al 30% (ma non era già nella legge 61?)

LIVORNO. Dopo le eccezioni sollevate dalla Corte costituzionale, la legge toscana sugli appalti ha ripreso il suo iter in commissione affari istituzionali. Nella seduta di questa mattina, il consigliere del Partito democratico Pier Paolo Tognocchi, ha presentato alcuni emendamenti – votati all’unanimità – che puntano a mettere in moto incentivi per favorire, nelle forniture della pubblica amministrazione e degli enti locali, i cosiddetti “acquisti verdi”.

«Si tratta – spiega Tognocchi – di far compiere un passo avanti alle direttive emanate con un decreto ministeriale, che fissa un obiettivo del 30% di “green public procurement”, cioè di forniture certificate come prodotti provenienti dal riciclo di materiali. Con gli emendamenti approvati – continua il consigliere – la giunta regionale potrà realizzare un vero e proprio sistema di incentivi al raggiungimento di quel fatidico 30%, mentre lo stesso Osservatorio sugli appalti avrà il compito anche di monitorare l’andamento di queste azioni».

«E’ un risultato importante – continua Tognocchi – perché la nuova normativa consentirà alla Regione di svolgere un ruolo attivo in favore della creazione di un mercato vero dei prodotti provenienti dal riciclo. Si parla tanto di incrementare la raccolta differenziata e si stanno facendo sforzi in questo senso, ma senza uno sbocco commerciale per i prodotti “verdi” rischiamo di vanificare questi risultati».

In realtà gli emendamenti proposti da Tognocchi appaiono peggiorativi, visto che la nuova legge regionale sui rifiuti, approvata lo scorso novembre, impone alle amministrazione pubbliche di acquistare almeno il 40% di prodotto riciclati:

Al comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale n 61 del 22 novembre scorso si stabilisce infatti che: «la Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, sono tenuti ad impiegare, per le proprie necessità ed in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili. Essi sono altresì tenuti ad utilizzare, nell´identica misura del quaranta per cento del fabbisogno annuale relativo, manufatti in plastica riciclata».

Per quanto riguarda le sanzioni (confermate anche dall´assessore Anna Rita Bramerini nell´intervista a greenreport del 16 gennaio scorso, vedi link in fondo alla pagina) la stessa legge stabilisce all’articolo 30 che «La violazione dei divieti e degli obblighi posti dalla presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.500,00 euro a 7.500,00 euro (…)
Alla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dal presente articolo provvede la provincia nel cui territorio è stata commessa la violazione».

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