[18/02/2008] Consumo

Il Brasile autorizza il mais Ogm

LIVORNO. Il Consejo Nacional de Bioseguridad brasiliano (Ctnbio, che comprende 11 ministeri) ha autorizzato la coltivazione delle varietà di mais "Liberty", della Bayer, e "MON810", della Monsanto, si tratta della prima autorizzazione per il mais transgenico in Brasile, mentre era già stata autorizzata la soia Ogm.
Sul sito del ministero della scienza e della tecnologia, il ministro Sergio Rezende, afferma che «i due tipi di mais autorizzati sono resistenti agli erbicidi ed agli insetti, e sono dal 30 al 40% più produttivi. E’ una nuova tappa completata nell’avanzata della scienza». Secondo il governo i due mais sono perfettamente sicuri per l’ambiente che per la salute umana ed animale.

Ma il governo Lula si è nettamente spaccato sugli Ogm: i ministri della salute, dell’ambiente, dello sviluppo agricolo, agricoltura e pesca hanno votato contro. Lo stesso Consiglio che ha dato il via libera al mais ha dovuto ammettere che il ministro della salute, José Gomes Temporao, ha chiesto ulteriori studi sulla possibilità che i mais Ogm autorizzati possano essere tossici o causare allergia. Il ministro dell’ambiente, Marina Silva, pur confermando il suo no agli Ogm, non ha partecipato alla riunione del Consigli.

Comunque, sono stati respinti tutti i ricorsi presentati da agenzie pubbliche ed associazioni ambientaliste che mettevano in dubbio la competenza del Ctnbio a decidere in tema di sicurezza delle specie geneticamente modificate. «Perdiamo un altro round col governo – ha detto all’Ips María José Da Costa, del Movimiento de Pequeños Campesinos – Però questa è per noi la maggior tragedia del governo Lula». Il movimento dei piccoli agricoltori, insieme ad altre associazioni come Vía Campesina ed a numerose istituzioni locali, ha avviato la Campaña por un Brasil Libre de Transgénicos, una coalizione che ha inviato una lettera al ministro della giustizia Tarso Genro, contro la decisione favorevole agli Ogm, sottolineando «i numerosi vizi che presenta il processo, tra i quali l’inesistenza di studi ambientali». Secondo gli anti-Ogm brasiliani, così come per la soia transgenica Roundup Ready, il mais Ogm può creare problemi ambientali, contaminando le varietà locali, organiche e ecologiche.

La decisione rappresenta «una flagrante e incostituzionale anteposizione degli interessi economici delle imprese sulla salute delle popolazioni, la necessità di protezione dell’ambiente e degli interessi degli agricoltori e consumatori che non vogliono piantare o consumare alimenti transgenici». Secondo Da Costa «considerando le difficoltà che ha avuto la gente con la soia ed altre coltivazioni transgeniche in Brasile, i disastri che provocherà l’autorizzazione del mais saranno di proporzioni molto maggiori. Questo prodotto, in particolare, è parte di una cultura millenaria dei popoli latinoamericani, in questo senso, ci sarà una perdita di biodiversità, degenerazione ed erosione genetica molto grande. Le sementi locali coltivate nella regione dai piccoli agricoltori ed indigeni, correranno il rischio di scomparire per contaminazione. La sovranità alimentare delle comunità contadine sarà colpita, perché tenderanno ad acquistare sementi fuori dalla comunità (loro conservano le sementi tutto l’anno) e dovranno pagare debiti alle imprese. Gli studi tecnici eseguiti dal ministero della scienza e tecnologia per autorizzare la coltivazione del mais transgenico, sono stati in maggioranza effettuati fuori dal Brasile e non considerano le particolarità dei diversi ecosistemi di questo Paese».



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