[07/02/2008] Aria

“Clean Sky”, l’Ue fa gli aerei ecologici

BRUXELLES. Il lancio dell’iniziativa tecnologica congiunta «Clean Sky» ha fatto dire al commissario europeo per la Scienza e la ricerca Janez Potocnik che «Oggi è un gran giorno», per mettere l´Europa all´avanguardia della progettazione di aerei più ecologici. «Obiettivo dell´iniziativa, del valore di 1,6 miliardi di euro – ha spiega Potocnik nel corso del forum per il lancio di “Clean Sky” - è migliorare le prestazioni ambientali e la competitività dell´industria aeronautica europea sviluppando «tecnologie più pulite e più competitive. Le sfide con cui siamo confrontati oggi, come il rafforzamento della competitività internazionale e la lotta al cambiamento climatico, accomunano tutti i paesi europei, e la ricerca costituisce una parte importante della risposta a questo problema. Lavorando insieme, avremo maggiori possibilità di intervenire incisivamente sulla situazione. Questa è la logica di base sottesa all´Itc Clean Sky e sono lieto che ora l´iniziativa sia stata avviata e sia pronta a intraprendere le proprie attività».

Clean Sky è un partenariato di ricerca e innovazione, al quale hanno aderito 86 organizzazioni di 16 paesi, tra cui i principali operatori aeronautici d´Europa, 20 piccole e medie imprese, 15 centri di ricerca, 17 università e la Commissione europea, che vuole ridurre del 40%le emissioni di CO2 e di protossido di azoto e le emissioni acustiche di 20 decibel, ma i tempi sono stretti, visto che per il 2015 è prevista l´entrata in servizio della prossima generazione di aeromobili. «A mio parere – dice Potocnik - uno degli aspetti più rilevanti dell´iniziativa è l´eterogeneità del gruppo di attori che abbiamo riunito a bordo del nostro imminente volo. Tutti questi passeggeri convengono sulla direzione da intraprendere».

Il budget sarà fornito per i prossimi 7 anni per metà dalla Commissione Ue, per l’altro 50% dall´industria dell´aviazione. La Commissione Ue «si augura inoltre che in questo periodo l´iniziativa abbia un “effetto leva” sui bilanci di ricerca nazionali e porti alla creazione di una nuova impresa comune per la gestione di un cielo unico europeo». Il trasporto aereo è responsabile del 3% delle emissioni di CO2 nel mondo e il trend è in crescita insieme al numero di passeggeri: più 5% all’anno.

Ake Svensson, presidente dell´Associazione europea delle industrie aerospaziali e per la difesa, riconosce che «le emissioni di carbonio hanno raggiunto un livello inaccettabile. Vogliamo collaborare alla ricerca di soluzioni, ma da questa iniziativa devono scaturire tecnologie effettivamente praticabili, in grado di essere utilizzate dall´industria». Nell´ambito di “Clean Sky”, gruppi di dimostratori tecnologici integrati (Dti) svolgeranno studi preliminari e dimostrazioni su vasta scala in sei aree chiave per sviluppare tecnologie innovative che possano essere applicate alla prossima generazione di aerei.

«Il Dti aeromobile ad ala fissa intelligente – spiega il notiziario scientifico dell’Ue Cordis - svilupperà soluzioni di ala attiva in grado di rilevare il flusso dell´aria e di adattare la propria forma di conseguenza, mentre il Dti aeromobile ecologico per il trasporto regionale studierà configurazioni e tecnologie a peso ridotto, nonché l´integrazione di tecnologie elaborate nell´ambito di altri Dti. Tra le priorità del Dti aeromobile ecologico ad ala rotante figurano lo sviluppo di pale innovative e la riduzione della resistenza aerodinamica della cellula. Dal canto suo, il Dti motori ecologici sostenibili lavorerà allo sviluppo di tecnologie volte a ridurre l´inquinamento acustico, diminuire le emissioni di NOx e aumentare l´efficienza. Il Dti sistemi per operazioni rispettose dell´ambiente studierà apparecchiature aeronautiche e architetture di sistema, le possibilità di traiettorie ´verdi´ nonché il miglioramento delle operazioni a terra. Infine, il Dti progettazione ecocompatibile si occuperà dell´intero ciclo di vita di materiali e componenti, concentrandosi sull´impiego ottimale delle materie prime e sulla riduzione dell´uso delle risorse naturali e dell´energia. Un valutatore tecnologico avrà il compito di esaminare il contributo fornito dai sei Dti agli obiettivi ambientali generali del progetto».


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