[07/02/2008] Aria

La nuova normalità per la Cina? Tempeste di neve prolungate

LIVORNO. Per le due potenze economiche del pianeta, il 2008 non è certo iniziato bene dal punto di vista delle catastrofi naturali: gli Usa sono piegati dai tornado che fanno vittime e danni per milioni di dollari, la Cina è bloccata da giorni da tempeste di neve e da un freddo interminabile che ha ghiacciato anche le festività e i viaggi, anzi il vero e proprio esodo verso i villaggi di origine, del capodanno cinese.

E per la Cina, quella che sembra un’emergenza che gli altri papaveri del partito comunista si affannano a contrastare con gli appelli alla produzione di carbone e al volontariato popolare, le ondate durature di gelo potrebbero diventare una costante, un brutto regalo del cambiamento climatico. A pensarla così è la International Strategy for Disaster Reduction IIsdr) dell’Onu:«la situazione cinese – spiega il direttore del segretariato dell’Isdr, Salvano Briceño – dimostra che la riduzione dei rischi di fronte alle catastrofi non è solo una questione di protezione civile. Le tempeste di neve catastrofiche in Cina hanno colpito tutti I settori: le linee elettriche e le condutture d’acqua, le comunicazioni, i trasporti aerei, terrestri e marittimi, l´agricoltura ed i mercati finanziari. Questo dimostra che riduzione della vulnerabilità riguarda tutti, e deve essere al centro delle preoccupazioni dei governi locali e nazionali».

La Cina ha avviato abbastanza rapidamente un piano di interventi d’urgenza per soccorrere oltre cento milioni di persone colpite dalle più lunghe ed intense nevicate degli ultimi 50 anni e spesso in zone meridionali, che si credevano non interessate da questi fenomeni, come le province di Hunan e Guizhu che hanno un clima subtropicale e per questo non sono attrezzate ad affrontare prolungate ondate di gelo. Oltre un milione e 700 mila persone sono state evacuate e il governo di Pechino stima perdite dirette per 7,5 miliardi di dollari.

L’Isdr sottolinea l’importanza di disporre di infrastrutture resistenti ai fenomeni climatici estremi, sempre più frequenti nel mondo, perché «il costo della prevenzione è minimo a paragone delle perdite».

Salvano Briceño spiega che «L’aumentare degli effetti dei cambiamenti climatici sul tempo, combinati alle tendenze mondiali all’inurbamento ed al degrado dell’ambiente, creeranno catastrofi sempre più complesse che che colpiranno sempre più persone, in particolare i poveri. Occorre dunque prepararsi a far fronte a condizioni meteorologiche “anormali”, che potranno sfortunatamente diventare del tutto abituali».

E proprio l’Ufficio meteorologico della Cina (Mbc) ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme per rafforzare, anche a livello locale e regionale, i mezzi di cui dispone per la previsione di episodi climatici sempre più rapidi ed estremi.

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