[07/02/2008] Rifiuti

Roggiolani a Martini: «Bene il porta a porta, ma sugli inceneritori io mi dissocio»

LIVORNO. «Una nostra vittoria politica». Con questo entusiastico commento il consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani (Nella foto) saluta l’apertura da parte della Regione Toscana alla raccolta porta a porta in tutto il territorio e alla sperimentazione di nuove tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati o dei residui dai trattamenti di recupero. «Certo come al solito mi viene da dire che mi avrebbero potuto dar retta prima – continua Roggiolani – e non dopo 7-8 anni, ma comunque è già qualcosa perché con il porta a porta toglieremo l’osso agli inceneritoristi, visto che la quantità dei rifiuti indifferenziati crollerà».

La Regione avrà anche accolto in ritardo i suoi suggerimenti, però va anche ricordato che a guidare l’assessorato all’ambiente della regione dal 1995 al 2007 sono stati ininterrottamente proprio i Verdi…
«Dal 1995 al 2000 abbiamo programmato tutto quel che era possibile con l’assessore Del Lungo e abbiamo anche assunto scelte inceneritoriste che ho sostenuto perché allora non avevamo altre possibilità e la raccolta porta a porta era in culla. Dal 2000 in poi è vero che io non ho avuto contro solo l’establishment dei Ds, ma anche i miei assessori, che guarda caso ora fanno parte del Pd, la informo che è appena entrato anche Artusa, mentre Franci c’è da tempo».

Forse avevate scelto male i vostri rappresentanti?
«Nella seconda legislatura, Martini ha accettato il dodicesimo nome che gli avevamo proposto. Le nostre scelte sarebbero state ben diverse. Comunque ora siamo soddisfatti perché i provvedimenti che oggi appaiono frutto di un assessore Ds, sono quelli che avevamo chiesto e che non ci sono mai stati dati, per esempio anche nel Praa, sto parlando dei finanziamenti per il porta a porta. Peccato invece per l’occasione persa da Martini sulla dissociazione molecolare».

Martini ha confermato la necessità dei termovalorizzatori ma ha aperto alla sperimentazione della dissociazione molecolare dopo aver incontrato i rappresentanti della commissione Pecoraro-Nicolais sulle migliori tecnologie di smaltimento dei rifiuti, che hanno appunto parlato della dissociazione come di una tecnologia ancora non matura e da sperimentare. Non ritiene che la politica dovrebbe abbandonare certi ideologismi e distinguere bene quello che è una tecnologia matura da quello che invece è ancora una sperimentazione?
«La commissione ha chiarito che la Toscana può funzionare con due terzi di incenerimento e un terzo di dissociazione molecolare, è l’interpretazione di Martini che è sbagliata perché quando un ministero dice che una tecnologia è consigliata, non significa che è sperimentale, significa che va applicata e merita un finanziamento».

Nel testo della commissione Pecoraro-Nicolais prodotto la scorsa testate si legge che «per quanto riguarda gli impianti di smoldering/ “dissociazione molecolare” non è disponibile per il momento una completa base di dati comprovante, statisticamente e sperimentalmente, le loro prestazioni ambientali ed energetiche».
«Rispetto alla fase in cui la commissione Pecoraro-Nicolais ha operato, la situazione è rapidamente evoluta (in realtà gli stessi concetti sono stati ripetuti appena una settimana fa dalla commissione nell’incontro con la Regione, ndr). Io sono stato il primo ad andare in Islanda a vedere il dissociatore molecolare e ora quella città è diventata un’attrazione turistica per i governanti di tutta Europa. Questo perché l’impianto continua a dare buoni risultati e le performance della dissociazione interessano: grazie alla dissociazione che lavora e fa combustione a 400 gradi si rispetta la materia, tutti i metalli che vengono bruciati dall’inceneritore, col dissociatore vengono liberati e resi disponibili al riuso».

Ritiene che a investire in una sperimentazione debba essere il pubblico o il privato?
«Il ministero dell’ambiente sta siglando un accordo col mondo dell’acciaio italiano per trattare con 5 dissociatori sparsi sul territorio nazionale tutto il carfluff (parti non metalliche derivate dalla rottamazione delle auto, ndr) prodotto nel nostro Paese, coprendo quindi un fabbisogno annuo di 200mila tonnellate. Questi investimenti saranno fatti a totale carico delle aziende , perché tutto il sistema si va rapidamente posizionando su questa nuova tecnologia, ormai entrata nella fase industriale, con diverse aziende che ormai la propongono».

Come ha detto anche lei la tecnologia del dissociatore molecolare, seppur a basse temperature e in carenza di ossigeno, prevede comunque una combustione, come i termovalorizzatori, perché allora definirla come l’alternativa all’incenerimento e non come una variante, visto che anche nel documento Pecoraro-Nicolais i dissociatori ricadono sotto il paragrafo “Incenerimento e gassificazione ossidativa di bassa temperatura (< 850°C)”?
«L’inceneritore è una tecnologia diversa da quella del gassificatore e diversa dal dissociatore: l’unica cosa in comune è che c’è una fiamma, ma mentre l’inceneritore brucia in un istante il dissociatore ha un processo che dura 24 ore, il primo crea una corrente ascensionale delle polveri, l’altro è un impianto chiuso. Io non faccio la guerra agli inceneritori e rivendico di averli realizzati quando non c’erano altre soluzioni, ma siccome oggi le soluzioni alternative ci sono perché il fuoco del dissociatore risparmia la materia, cioè i metalli lasciando solo il 4% di ceneri, mentre l’inceneritore residua il 30% di ceneri, bisogna scegliere le soluzioni strategiche migliori. Quindi lo ribadisco, non si può far passare il dissociatore come una variante agli inceneritori altrimenti nel dialogo coi comitati, l’atteggiamento che loro hanno sugli inceneritori rischia di spostarsi sui dissociatori molecolari e allora avverrebbe la catastrofe. Anzi, forse è meglio cominciare a usare il termine tecnico usato anche in Europa: smoldering».

Tiriamo le somme. Comunque quella presentata nei giorni scorsi da Martini la considera una svolta?
«Esatto, e mi piace pensare che questa svolta avvenga anche grazie a questa nuova alleanza della Sinistra e l’Arcobaleno: stiamo creando finalmente una massa critica forte e in grado di portare avanti le nostre idee».

A proposito, fanno il suo nome come candidato per le prossime elezioni…
«Appunto, di solito quelli che si fanno per primi sono i nomi che si vogliono bruciare subito… senza neppure termovalorizzarli…».



Torna all'archivio