[04/02/2008] Trasporti

Pendolaria: a Firenze “solo” un quarto dei treni in ritardo, nel resto d’Italia va peggio

FIRENZE. Anche a Firenze i pendolari ferroviari non fanno una vita proprio agevole: Legambiente Toscana, nell’ambito della campagna nazionale “Pendolaria”, ha effettuato rilevazioni su 194 treni in arrivo alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, tenuti sotto controllo dal 21 al 25 gennaio nella fascia oraria dalle 7.30 alle 10. «Chi col treno deve raggiungere le scuole, le università, i posti di lavoro – spiegano gli ambientalisti - deve destreggiarsi in una battaglia quotidiana: si ritarda di almeno 5 minuti il 24% delle volte, ma quasi una volta su 10 il ritardo è di almeno 10 minuti».

Ma Firenze sta molto meglio di molte delle 14 città prese in esame da “Pendolaria 2008”: In Italia i treni dei pendolari arrivano con più di 5 minuti di ritardo 3 volte su 10. Su 2414 treni monitorati 718 sono arrivati con oltre 5 minuti di ritardo. Primato negativo a Capo d’Orlando con il 55% dei convogli fuori orario, seguita da Napoli con il 53%, poi Palermo con il 51%. Va un po’ meglio al centro-nord, ma gli standard di efficienza di alcuni Paesi europei sono ancora un sogno: a Milano sono in ritardo il 39% dei convogli, a Bologna e Torino il 31% a Genova il 28%, a Roma il 25%.
«Non abbiamo una delle stazioni più disagiate d´Italia, è vero – dice Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana - un quarto dei treni arriva a Firenze in orario o addirittura con qualche minuto di anticipo, la metà dei convogli monitorati riporta lievi ritardi, ma i pendolari che subiscono ritardi maggiori di cinque minuti si trovano su un treno su quattro e gli sforzi per migliorare il loro viaggio quotidiano dovrebbero essere compiuti al più presto. E non solo per aumentare benessere e qualità della vita. Un trasporto pubblico affidabile è il fattore chiave per incentivare un sistema di mobilità sostenibile (meno smog e meno traffico) ed il metodo più efficiente per viaggiare è quello su ferro, con il treno sui percorsi extraurbani, con il tram su quelli urbani».

Legambiente ha preso come orario d’arrivo l’effettiva discesa del passeggero dal treno, mentre ufficialmente sarebbe quello d’arrivo del treno sul marciapiede. Il rilevamento però, coerentemente con quanto previsto in ambito europeo e dalla stessa Carta dei Servizi sottoscritta dalle associazioni dei consumatori ha preso in considerazione solo i ritardi superiori ai 5 minuti.
Il 2008 doveva essere un anno di svolta per il trasporto pendolare italiano e invece la Finanziaria ha tagliato i 1000 nuovi treni promessi in primavera.

«I dati raccolti evidenziano come la questione ferroviaria rimanga una questione nazionale di primaria importanza – dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente –.Per i pendolar, quasi due milioni di persone nel nostro Paese, raggiungere le scuole, le università, i posti di lavoro, è una battaglia quotidiana e nonostante le continue proteste. Il potenziamento del trasporto ferroviario locale e regionale rimane un’esigenza inascoltata: i finanziamenti più consistenti vanno a strade e autostrade, alle rotaie solo le briciole. Mentre ci sarebbe un immensa necessità di treni puliti, puntuali e di stazioni accoglienti per togliere le auto dalla strada. L’Italia ha bisogno di un trasporto ferroviario locale efficiente per combattere i mutamenti climatici, di nuovi treni per garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità libera e sostenibile. È per questo che Legambiente ha lanciato una petizione on-line per ritrovare e stanziare i fondi per il trasporto locale su ferro promessi e cancellati dalla Legge Finanziaria”.

Sempre nell’ambito delle iniziative di Pendolaria, l’8 febbraio a Milano si l’Assemblea nazionale dei pendolari, per discutere con le parti interessate di come far diventare la questione del trasporto ferroviario una priorità nazionale. Perteciperanno Associazioni dei Pendolari, Associazioni dei Consumatori, Comitati ferroviari, Anna Donati, presidente commissione lavori pubblici Senato; Francesco Ferrante, commissione ambiente del senato; Mauro Moretti, amministratore delegato Ferrovie dello Stato, Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, Marco Piuri, direttore Fnm e diversi assessori regionali ai trasporti, fra i quali anche il toscano Riccardo Conti.



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