[04/02/2008] Urbanistica

Cia: penalizzati dalla legge regionale sul governo del territorio

LIVORNO. Mentre è in corso la riforma del Codice paesaggistico (approvato in Consiglio dei ministri il 25 gennaio 2008) la Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) Toscana propone un confronto con gli enti pubblici per la modifica della legge regionale sul governo del territorio perché - a loro dire - i diversi vincoli urbanistici e paesaggistici comunali delle zone rurali penalizzano le aziende agricole.

Sono tre i punti su cui la Cia Toscana chiede una revisione: la modifica delle norme relative all´obbligo di rimozione degli annessi agricoli, degli oneri finanziari e burocratici che penalizzano l´impresa agricola; una migliore definizione di scenario della pianificazione delle aree rurali, che tenga conto delle esigenze adattando gli strumenti della pianificazione ai nuovi fabbisogni energetici ed idrici; una più marcata distinzione, nella definizione di vincoli ed opportunità inerenti la costruzione di manufatti agricoli, tra le esigenze degli imprenditori professionali e quelle di altre figure che operano in agricoltura. A sostegno di una tale richiesta la Cia Toscana si propone di presentare un dossier sulle "ingiustizie" di vario livello subite dalle aziende agricole da parte dei comuni.

Molti infatti - a detta della Cia Toscana - sono i disagi denunciati dagli imprenditori agricoli in tutta la Regione. C´è chi si è sentito chiedere 150mila euro di fideiussione dal proprio Comune per aprire una serra florovivaistica; chi, invece, si è visto negare la concessione per installare i pannelli solari in un´azienda agricola che è adiacente ad un complesso industriale. E questo perché non sussistono parametri univoci di interpretazione per tutti i comuni.

La Regione Toscana con la legge 1/2005 sul governo del territorio, ha previsto una pianificazione integrata, partecipata, e ha attribuito allo statuto del piano di indirizzo territoriale regionale valore di piano paesaggistico. E alla luce del principio di sussidiarietà ha conferito alla provincia e al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano il territorio sovracomunale e comunale. Il Comune redige il piano strutturale, fissa i vincoli paesaggistici e decide quando si può costruire.

La Toscana dunque ha provato a dare una risposta alla questione del"Governo del territorio", assegnando ai vari livelli istituzionali , comuni compresi un preciso ruolo, che da più parti viene però messo in discussione. Anche con le nuove regole previste dal Codice Rutelli. Il codice paesaggistico infatti, assegna un ruolo di tutto rilievo alla sopraintendenze in materia paesaggistica, attribuendo loro un parere vincolante sugli interventi sul territorio e sulle autorizzazioni rilasciate dai comuni.

Una discussione che andrà avanti, almeno sino a che il nuovo codice verrà (se verrà data la situazione politica attuale) definitivamente approvato. Molte sono infatti le criticità da superare a livello nazionale. E´ vero - come dicono i sostenitori del centralismo decisionale - che i comuni non possono gestire la tutela e la pianificazione paesaggistica quando dagli oneri di urbanizzazione ricavano sostanziose cifre, ma questo è una conseguenza della applicazione non corretta della sussidiarietà affiancata a una autonomia finanziaria degli enti locali del tutto insufficiente.

Ed è vero anche che la materia del paesaggio è di competenza statale ( lo ha ribadito anche la corte costituzionale) ma è anche vero che lo Stato non è bene organizzato per adempiere a questo ruolo: nelle sopraintendenze mancano risorse umane e scarseggiano competenze in materia di pianificazione territoriale e urbanistica, elementi essenziali per pianificare il paesaggio.

Al tutto si aggiunge la mancanza di una legge nazionale (ma non regionale) di principio sull´urbanistica (che l´attuale crisi di governo non renderà facile ottenere), non per ridisegnare i ruoli delle regioni, ma per introdurre una politica e una programmazione adeguata per la casa, per gli espropri, per le ristrutturazioni urbanistica nelle aree gia urbanizzate e anche nelle aree rurale.
La Cia dovrà quindi pazientare

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