[01/02/2008] Parchi

Mario Tozzi sui parchi toscani: «Ripartiamo dalla salvaguardia»

FIRENZE. Durante il suo intervento alla presentazione del libro Uomini e lupi di Giulio Ielardi, Tozzi ha chiarito le sue intenzioni riguardo a quale politica ritenga sia da perseguire nella gestione del parco dell’Arcipelago e delle aree protette in generale: «i parchi vengono istituiti su base scientifica ed ecologica. Non sono scelte associate ad una politica “ambientalistica”: sono scelte di politica ambientale, costruita su basi oggettive: c’è un territorio che la scienza indica (magari per la presenza di emergenze floro-faunistiche) come “da proteggere”? lo si fa, punto e basta. Anche perchè, e a costo di suscitare ulteriori polemiche, devo ribadire quanto affermato agli stati generali della sostenibilità: il concetto di sviluppo sostenibile è ormai superato. Non c’è più sviluppo che sia sostenibile, sul pianeta. L’unica cosa che potremmo fare per avere un impatto sostenibile sulle risorse sarebbe tornare indietro. Anche perchè il nostro livello di benessere si traduce nel livello di povertà di altri paesi».

«Il parco è (o dovrebbe essere) una scelta scientifica, non politica. La politica deve seguire gli scienziati, cioè gli unici che possono portare oggettività, e non imporsi su di essi. C’è invece una deriva verso l’aspetto economico, ormai sembra che un parco debba prima di tutto occuparsi delle caciotte e delle soprassate che vengono prodotti al suo interno. E la conservazione del territorio è forse meno importante? I parchi sono un argine al disastro territoriale che il nostro paese si appresta a vivere. Prendiamo l’esempio dell’isola di Giannutri, compresa nell’arcipelago toscano: ogni giorno d’estate arrivano sull’isola circa 3000 turisti. Mi viene detto su basi scientifiche che l’ecosistema locale non è in grado di sostenere un flusso antropico così ampio, che l’isola non può sopportarlo. E allora, che cosa dovrebbe fare l’ente parco, se non ridurre i flussi? Che spazio di mediazione c’è»?

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