[01/02/2008] Parchi

Domani è la giornata mondiale delle zone umide

FIRENZE. Fotografando lo stato attuale dell’estensione delle zone umide in Italia e/o nel mondo e confrontandolo con quello di un secolo fa, è facile osservare come vi sia stata una netta diminuzione. Le cause principali, diversificate nel tempo, possono essere così schematizzate: dapprima gli interventi di bonifica sono stati attuati per debellare alcune malattie come la malaria; contemporaneamente e successivamente per offrire terre disponibili all’attività agricola; infine, avvicinandosi ai giorni nostri, per rendere disponibili nuovi spazi per l’espansione urbanistica.

Quest’ultima pratica, anche se in maniera meno impattante rispetto al passato, sta continuando nonostante che ormai le zone umide siano state riconosciute universalmente e protette da una normativa internazionale come ecosistemi peculiari e serbatoi di biodiversità.

Per evitare che prosegua la distruzione di questi luoghi e per porre al centro dell’attenzione l’importanza della tutela delle zone umide nel mondo, il 2 febbraio di ogni anno (ormai dal 1997) si celebra la “Giornata mondiale delle zone umide”. In questa occasione viene ricordata anche l’importanza della Convenzione di Ramsar del 1971, trattato intergovernativo che prevede “la conservazione e l’uso corretto delle zone umide tramite l’azione nazionale e internazione di cooperazione per raggiungere uno sviluppo sostenibile”. Tra l’altro associato alla “Giornata mondiale delle zone umide” è il premio Ramsar per la loro conservazione. E’ conferito ad individui od organizzazioni che hanno contribuito fattivamente alla promozione e alla conservazione di tali aree in ambito scientifico, educativo e manageriale.

Le zone umide sono aree acquitrinose, paludi, torbiere oppure zone naturali o artificiali d´acqua, permanenti o transitorie comprese le zone di acqua marina la cui profondità, quando c´è bassa marea, non supera i sei metri. Attualmente stanno per essere incluse nella lista delle aree umide di importanza internazionale altre 1708 zone per un totale di 153 milioni di ettari. In Toscana sono in via d’istituzione: le paludi di Fucecchio (Pistoia e Firenze), il lago di Sibolla (Pistoia), l’ex Lago di Bientina-Bosco di Tanali, Bottaccio della Visona e Botronchio (Lucca), il lago e padule di Massaciuccoli (Lucca), le paludi Orti-Bottagone (Livorno), le paludi di Scarlino (Grosseto) e della Trappola-Foce dell’Ombrone (Grosseto).

Il tema della Giornata mondiale delle zone umide 2008 è “zone umide in salute, popoli in salute“, argomento che sarà ripreso anche dal X ° incontro della conferenza delle parti che si terrà in Corea ad ottobre-novembre. Verranno presi in considerazioni fattori positivi e negativi legati all’esistenza delle aree umide. Una corretta gestione territoriale sta alla base delle riduzione di alcune malattie come malaria e colera che sono presenti specialmente in alcune aree del mondo.

Secondo la convenzione di Ramsar, cercare soluzioni ai problemi causati dalle zone umide, permetterebbe di ottenere un beneficio sia per la salute degli ecosistemi sia per quella umana. Del resto la valenza ambientale che hanno le aree umide è ormai dato acclarato: è già stata ricordata l’importanza per l’incremento della biodiversità, a cui va aggiungersi l’azione come zone filtro di autodepurazione delle acque effettuata in modo naturale o controllata. Inoltre le aree umide possono funzionare da zone di laminazione in cui abbattere i picchi di piena dei corsi d’acqua.

A tal proposito sarebbe importante che almeno alcune delle casse di espansione previste per la riduzione del rischio idraulico nella nostra Regione, fossero destinate alla creazione di nuove aree umide. Infine, le zone umide rappresentano parti di territorio da fruire, fonte di benessere mentale e importanti anche per un turismo sostenibile, di qualità. L’occasione della Giornata mondiale delle zone umide rappresenta uno dei momenti in cui ribadire l’importanza della tutela e la necessità di incremento di porzioni di territorio con queste caratteristiche peculiari.

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