[31/01/2008] Acqua

Acqua, Lipsia ha detto no alla privatizzazione dell´azienda municipale

FIRENZE. Mentre il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua insieme alla Rete Toscana sta organizzando per sabato 9 febbraio (Arci, piazza dei Ciompi 11) una giornata di approfondimento e studio sul servizio idrico in Toscana, in vista anche dell’approssimarsi della discussione in Consiglio regionale sulla proposta di legge sui Servizi pubblici locali, buone notizie per il movimento arrivano dalla Germania. I cittadini di Lipsia (416.000 abitanti) qualche giorno fa hanno respinto un piano per la vendita del 49,9 % dell’azienda municipalizzata di servizi Leipziger Stadtwerke (Swl) a Gaz de France per 520 milioni di euro.

Ciò è stato possibile grazie ad un referendum che ha visto la partecipazione del 42% della popolazione (il quorum era fissato al 25%) di cui l’87% si è schierato contro la vendita dell’azienda municipalizzata. Il risultato referendario è vincolante per tre anni, con il divieto di vendita per tutti i servizi municipali gestiti dalla Leipziger Stadtwerke: acqua potabile, la raccolta dei rifiuti, l’energia, l’edilizia popolare, il trasporto e gli ospedali. La motivazione della messa “all’asta” dell’azienda, che è stata appoggiata dal sindaco socialdemocratico Burkhard Jung, non riguarda la ricerca di maggiore efficienza ed efficacia nell’espletazione del servizio o l’implemento di know-how, ma la ricerca di denaro liquido per colmare il debito pubblico di 900 milioni di euro accumulato dalla città.

Il referendum è stato indetto dopo le proteste dei cittadini organizzati in un comitato civico "Stoppt den Ausverkauf unserer Stadt!" (Fermiamo la vendita della nostra città), che ha promosso una petizione contro la vendita dell’azienda municipale, a sostegno della quale sono state raccolte 42mila firme (il doppio di quelle necessarie). Contro la vendita dell’Azienda (che produce oltre 50 milioni di euro di profitto l’anno, reinvestiti nel trasporto pubblico) e a sostegno del referendum, oltre al partito di opposizione Cdu si è schierato anche il sindacato dei servizi.

Le notizie che vengono dalla Germania, come precedentemente quelle arrivate da Parigi in cui nello scorso novembre il sindaco ha annunciato che dal 2008 l’intero ciclo dell’acqua verrà ripubblicizzato, dimostrano che, seppur con modalità diverse, in Europa qualcosa sta cambiando. Chi prima aveva privatizzato (anche parzialmente) specialmente nel servizio idrico torna sui suoi passi e non pensiamo solo grazie alla spinta dei movimenti che si battono contro la privatizzazione, ma anche in seguito ad analisi rigorosa di un rapporto costi benefici in cui la sfera sociale ed ambientale trova adeguata considerazione. Questi argomenti, in una discussione pacata e costruttiva in cui tutti gli aspetti ideologici devono avere ruolo marginale, è necessario che trovino luogo di approfondimento in qualsiasi regione europea si legiferi su beni della collettività.



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