[29/01/2008] Energia

Truffa del gas, si ridimensionano anche fabbisogno e allarmi periodici?

LIVORNO. L’indagine condotta dai magistrati milanesi in merito a quella che è stata definita “la grande truffa del gas”, per cui sono indagati i vertici di due società controllate dall´Eni (Snam rete gas e Italgas) e l’azienda municipalizzata del comune di Milano, ha messo in evidenza che le bollette di milioni di famiglie, negli ultimi anni, sarebbero salite vertiginosamente non solo per colpa del caro petrolio, ma soprattutto a causa di una vera e propria truffa.

Dal documento dei consulenti, depositato ieri mattina nell’ufficio dei pubblici ministeri milanesi che stanno conducendo l’inchiesta, si evince che vi sarebbe stata una erogazione di gas del tutto virtuale, ma non per le tasche degli utenti. La stima, cui sono arrivati i consulenti, parla di 500 milioni di metri cubi di gas pagati ma mai erogati. Ma le stime che si basano su un campione esiguo di contatori (anche se ben rappresentativo come specificano i tecnici) potrebbero essere addirittura in difetto, dato che rispetto a quelli analizzati esistono in circolazione contatori ancora più datati che quindi potrebbero essere ben più imprecisi nel funzionamento. Da quanto emerge da un piano di sostituzione previsto da Italgas ai propri utenti, sarebbero -solo per la sua competenza -ben 900mila i contatori ritenuti obsoleti e quindi non più a garanzia di misurazioni corrette.

E questi numeri, sommati alle utenze di altri distributori che hanno contatori simili, potrebbe facilmente far lievitare la quantità di gas virtualmente erogato in questi anni e che ancora continua ad esserlo a cifre assai maggiori del mezzo miliardo di metri cubi stimato.

Tanto che oltre alla truffa a discapito dei cittadini, che avrebbero pagato e continuerebbero a pagare per una fornitura inesistente, viene da chiedersi se sulla base di queste cifre non sarebbero da rivedere anche le previsioni delle quote di gas necessario al fabbisogno del nostro Paese, calcolate in base alla domanda.

Chissà, magari ne risulterebbe ridimensionato anche l’allarme che, ad ogni flessione in basso della colonnina di mercurio, viene lanciato sulla necessità di mettere mano alle risorse strategiche di metano. Del resto, da quel che risulta da questa indagine, i consumi reali di metano - almeno per quanto riguarda le utenze domestiche - sono già più bassi di quanto registrato. Quindi il margine di risparmio su questa fonte energetica è assolutamente raggiungibile. Anzi, forse già raggiunto. Sarebbe bene, magari, che lo fosse anche in bolletta!

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