[11/01/2008] Rifiuti

300 metri cubi di petrolio coprono un fiume a Mosca. Morti centinaia di uccelli

LIVORNO. Non c’è pace per l’ambiente russo minacciato dal petrolio in terra e mare: 540 metri cubi di l’olio combustibile sono fuoriusciti il 5 gennaio dalla centrale elettrica di Korolev, nella regione di Mosca, e ben 300 mc hanno raggiunto prima il ruscello Douliev per poi inquinare il fiume Kliazma (nella foto), che ospita importanti habitat frequentati da uccelli acquatici.
Il Wwf è intervenuto per cercare di arginare l’inquinamento e salvare i volatili.

«Il Douliev è inquinato in tutti I tre chilometri del suo tracciato – spiegano al Wwf Russia – l’olio combustibile costituisce uno strato di 40 - 50 centimetri di spessore, praticamente tutta la sua profondità. L’olio combustibile è vischioso, tanto che i volontari hanno difficoltà ad estrarre gli uccelli imbrattati».

Secondo il Wwf centinaia di uccelli sono morti negli ultimi 4 giorni. Gli specialisti del Wwf, forti dell’esperienza acquisita dopo i ripetuti naufragi di petroliere e carrette del mare nello stretto di Krtch che hanno imbrattato le coste del Mar Nero, hanno chiesto a diverse cliniche veterinarie della regione di Mosca di dare una mano per salvare gli uccelli.

La direttrice dell´Unione russa per la protezione degli uccelli (la nostra Lipu), Elena Zoubakina, ha detto a Ria Novosti che «La situazione è critica e si aggrava di ora in ora. Lo sversamento di prodotti petroliferi ha provocato la morte di molte centinaia di uccelli acquatici. I nostri specialisti hanno scoperto circa 70 cadaveri di anatre selvatiche e solo 5 volatili hanno potuto essere trasferiti in una clinica specializzata per poter ricevere un trattamento».

Secondo il ministero russo delle situazioni d’urgenza, finora solo circa 98 tonnellate di olio combustibile sono state raccolte durante le operazioni di pulizia.

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