[10/01/2008] Rifiuti

Sacchetti di plastica, ora è l´Australia a dire stop

LIVORNO. Anche l’Australia segue la Cina e dichiara guerra ai sacchetti di plastica, annunciando un progetto per mettere fine all’utilizzo di shoppers in tutti i negozi del Paese entro la fine del 2008.

Il nuovo ministro dell’ambiente australiano, la rock star Peter Garret, ha detto che l’abbandono dell’utilizzo dei sacchetti di plastica sarà progressivo ma terminerà comunque a fine 2008. «Ci sono circa 4 miliardi di sacchetti in plastica – ha detto Garret – che volano nell’aria, si introducono nel terreno instabile e finiscono per danneggiare la nostra fauna e la nostra flora e per sporcare le nostre spiagge quando siamo in vacanza. Penso che la maggioranza degli abitanti dell’Australia vorrebbero sbarazzarsene. Pensiamo che sia molto importante vietarli. Ci piacerebbe un abbandono progressivo a partire dal 2008. Fino ad oggi abbiamo messo in campo un sistema su base volontaria, grazie al quale gli individui che si recano nei grandi supermercati possono, se vogliono, utilizzare sacchetti di carta o in tessuto».

Peter Garrett ha detto che in aprile incontrerà i governatori dei 6 Stati e dei 2 Territori dell’Australia per discutere dell’abbandono progressivo dei sacchetti di plastica a livello federale.

Non si sa ancora se l’Australia si sbarazzerà dei sacchetti di plastica facendo come la Cina, con un divieto ufficiale e un termine di 6 mesi, o come l’Irlanda che ha fatto praticamente sparire i sacchetti di plastica con imposte e multe. Garret si è personalmente dichiarato contrario ad ammende che puniscano i consumatori.

Appoggio totale da parte del presidente di Clean Up Australia, Ian Kiernan: «Il Partito laburista ha sempre sostenuto un’interdizione totale nel 2008 e noi sosteniamo totalmente quel che il ministro Peter Garrett sta facendo. Ma non siamo favorevoli ad un sistema di ammende».

Sembra proprio che siano gli Stati insulari o quelli attraversati da grandi fiumi quelli più sensibili a questa problematica che sta diventando una vera e propria emergenza ambientale in alcuni Stati, tanto che il poverissimo Bangladesh ha vietato l’ingresso dei sacchetti di plastica sul suo territorio nazionale, sostituendoli con quelli tradizionali di juta, dopo che la dispersa nell’ambiente aveva addirittura ostruito rami secondari del Gange.

Molte città degli Usa vietano la distribuzione dei sacchetti di plastica nei Supermarket ed anche la città di New York ha imposto di recente ai negozi di provvedere alla raccolta differenziata dei sacchetti di plastica.

La plastica per fare la spesa è già bandita in Corsica. Più lento il resto dell’Europa: l’Italia prevede di sostituire entro il 2010 gli shoppers di plastica con altri in bioplastiche come il materB ed anche Francia e Germania prevedono di proibire la distribuzione di sacchetti di plastica entro il 2010.

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