[10/01/2008] Consumo

Le multinazionali si adeguano ai diktat ambientali di Pechino

LIVORNO. A quanto pare, o meglio a quanto dicono le autorità di Pechino, la maggioranza delle multinazionali si sta adattando alle nuove leggi ambientali cinesi, rettificando quelli che eufemisticamente vengono chiamai «i loro errori».
L’amministrazione di Stato per la protezione dell’ambiente (Sepa) ha effettuato un’ispezione in 130 imprese multinazionali dalla quale risulterebbe che si starebbero mettendo in atto le disposizioni ambientali approvate negli ultimi 4 anni in Cina e che le violazioni delle leggi sarebbero praticamente cessate.

Però, secondo il portavoce dellla Sepa Tao Detian «tre di queste si sono rese colpevoli di nuove infrazioni. Le multinazionali si devono assumere le stesse responsabilità ambientali delle aziende cinesi».
Tao ha anche chiesto alle compagnie straniere di rafforzare l’elaborazione di meccanismi interni di gestione ambientale.

90 multinazionali sono nella lista nera degli inquinatori industriali pubblicata nel 2007 dall’Istituto degli affari pubblici ed ambientali, una Ong di Pechino, tra queste figurano giganti dell’economia mondiale come Pepsi, 3M, Nescafé, Yamaha, Samsung ed anche KFC e Pizza Hut.

La metà di queste ha sede a Shanghai, il cuore industriale ed economico della Cina, le altre sono sparse in 18 tra municipalità e province cinesi. La birreria Carlsberg era diventata un inquinatore così pesante e invasivo che il municipio di Tianshui, nella provincia di Gansu, l’ha fatta chiudere per gli insostenibili sversamenti nei corsi d’acqua.

La svolta “verde” cinese non sembra comunque allontanare le multinazionali più grandi, troppo attratte dall’enorme mercato interno e da una manodopera a basso costo e con scarsi diritti, pronti a pagare i diktat dittatoriali degli a volte repentini nuovi corsi del governo di Pechino. Anzi proprio gli americani sembrano molto interessati al mercato delle energie rinnovabili e chiedono una maggiore collaborazione con le industrie cinesi che operano in questo campo.

Nel corso del dialogo sino-americano sull’energia pulita tenutosi a Pechino, David Bohigian, segretario aggiunto Usa al commercio per l’accesso al mercato, ha detto che «Lo sviloppo rapido e continuo dell’economia cinese regala opportunità e sfide senza precedenti. Le compagnie americane che lavorano nell’energia pulita sono in grado di aiutare le aziende cinesi a rispondere alla loro enorme domanda energetica, ricorrendo a tecnologie favorevoli all’ambiente. Abbiamo visto il grande slancio dell’economia cinese che porta ad un accresciuto bisogno di energia in questo Paese, e pensiamo che questa tendenza continuerà» Bohigian è a capo di una missione commerciale di 18 industrie americane del settore che concluderà la sua visita in Cina il 18 gennaio.

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