[09/01/2008] Parchi

Pisa sperimenta nuove scogliere artificiali contro l´erosione

PISA. Sono in arrivo nuovi finanziamenti da utilizzare anche per la sperimentazione di tecniche innovative per la difesa del litorale pisano, ed in particolare per l’arenile del Parco di San Rossore. Lo stanziamento è stato messo a disposizione dalla Regione Toscana (all’interno del programma regionale per la tutela della costa) a favore della provincia che con il Servizio difesa del suolo è responsabile della progettazione e della realizzazione delle opere di contrasto all’erosione marina.

«La provincia – informa soddisfatto l’assessore all’ambiente Valter Picchi - aveva già ricevuto nelle scorse settimane il via libera (accompagnato da un finanziamento di 475mila euro) per le scogliere “artificiali” destinate alla protezione della spiaggia del Gombo. A ciò si aggiungono ora ulteriori fondi (370mila euro) per il ripristino delle dune naturali sempre per quell’area; inoltre arriveranno altri 561mila euro per la sperimentazione di un intervento molto innovativo su un tratto di costa più ampio».

I lavori che saranno svolti al Gombo, anche a tutela della villa presidenziale e che prenderanno il via nella primavera 2008 (durata 5 mesi), prevedono uno specifico intervento sulle scogliere, sui fondali e sulle dune naturali. L’amministrazione informa che i pennelli, ovvero le dighe perpendicolari alla riva, saranno realizzate soffolte (sotto il livello del mare) e non saranno di massi, ma di geotubi in polipropilene riempiti di sabbia.

Si tratta in pratica di grandi sacchi posati sul fondo che agiscono allontanando dalla riva le correnti longitudinali alla costa che, diversamente, tenderebbero ad asportare nuove porzioni di arenile. Il vantaggio di tale tecnologia (già sperimentata in Sardegna e Liguria) rispetto alle classiche scogliere in massi naturali è legato alla semplicità, alla rapidità di posa in opera (e quindi anche di modifica in funzione dell’evoluzione della linea litoranea) e al minor costo. Si provvederà inoltre a realizzare un “tombolo” artificiale ed a rialzare il fondale attraverso l’apporto di sabbia proveniente da zone del Parco stesso (per circa 50.000 metri cubi).

Sempre con sabbia, compattata da materiale spiaggiato sul litorale (tronchi, rami...) impiegato intero oppure triturato e ridotto in fibre, saranno ricostruiti i cordoni dunari. L’obiettivo dell’amministrazione provinciale è salvaguardare sia la spiaggia che le dune che separano il mare dalla villa presidenziale: in quel punto la striscia costiera si sta assottigliando sempre più, tanto che la rete di recinzione è stata arretrata diverse volte e ora si trova a non più di 50 metri dal mare.

«Questo intervento al Gombo- continua Picchi- per il quale saranno complessivamente spesi 845mila euro, punta a bloccare l’erosione in atto, riportando la linea di riva al profilo che aveva alla fine degli anni Ottanta». Interventi veramente innovativi riguardano poi l’arenile di San Rossore: la Regione, stanziando altri 10 milioni di euro, a dato il via libera agli interventi da attuare «Attendevamo questo via libera da tempo- prosegue l’assessore- è infatti nostra intenzione eseguire i lavori a San Rossore attraverso modalità sperimentali meno impattanti e anche meno costose rispetto a quelle per le scogliere».

Il sistema sperimentale adottato, che ha già dato risultati positivi in Danimarca, Svezia, sulle coste del Ghana e in Australia, fa sapere la provincia, è denominato “Mep” (Moduli di equalizzazione della pressione). Si tratta di pali d’acciaio con speciali microfessure (che hanno funzione di filtro e vengono tarate secondo la granulometria dell’ambiente in cui devono essere installate) da inserire nella sabbia lungo la costa, ad una certa distanza dalla riva (e sotto il livello del mare), in modo che eseguano una funzione di drenaggio verticale: in tale maniera viene incrementata la circolazione dell’acqua salata nella zona di battigia ed i sedimenti trasportati dal mare si depositano sulla riva a formare un profilo d’equilibrio della spiaggia.

Mano a mano che l’arenile avanzerà verso il mare, i pali saranno allontanati dalla costa per favorire l’ulteriore deposito di sabbia. L’intervento sperimentale sarà attuato inizialmente tra l’attuale foce del fiume Morto e il vecchio sbocco a mare, per un tratto in totale di circa 2 chilometri. «Questo sistema- informa Picchi – è un brevetto mondiale unico (del centro ricerche danese Sic) e ciò consentirà di non fare bandi di gara, accelerando i tempi di azione». L’assessore all’ambiente se gli esiti della sperimentazione saranno positivi intravede miglioramenti ambientali per tutta l’area di costa.

«Se la sperimentazione di San Rossore, come crediamo, andrà a buon fine, avremo ottenuto altri due risultati: uno è che, anche dopo aver allargato l’intervento a tutto l’arenile di San Rossore (aumentando quindi i costi in proporzione ai restanti chilometri di spiaggia del Parco), alla fine avremo comunque risparmiato risorse importanti (probabilmente nell’ordine di qualche milione di euro) da destinare ad altre zone del nostro litorale, a cominciare da Marina; secondo, avremo trovato un sistema davvero poco impattante e visibile, applicabile in futuro, ad esempio, anche nel tratto di Tirrenia».

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