[09/01/2008] Comunicati

Da Bali a Copenaghen, i problemi dell’Europa

BRUXELLES. Il rapporto presentato al Comitato economico e sociale europeo dai suoi tre rappresentati a Bali è prudente ma ottimista.
A seguire i lavori della Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici il Cese aveva inviato una delegazione composta da Ernst Erik Ehnmark, Derek Osborn e Josef Zboril che hanno riferito come sia troppo presto per dire se i negoziati porteranno ad un accordo generale su una road map in seguito alla conferenza di Copenaghen del 2009, che a sua volta dovrebbe portare alla firma di un accordo finale sulla riduzione delle emissioni di gas serra per il post-Kyoto.

Nonostante lo scontro tra Usa e Ue e Paesi in via di sviluppo, secondo i rappresentanti della società civile europea, i dibattiti della prima settimana si sono rivelati in gran parte costruttivi, e l´avanzamento della discussione ad alto livello farebbe sembrare probabile che un accordo possa essere raggiunto, ponendo così le basi per i negoziati che verranno e che si dovrebbero basare sugli otto grandi assi di intervento difesi dalla delegazione dell’Ue.

La delegazione del Cese mette in evidenza che senza il trasferimento di somme importanti dai Paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo, un accordo efficace non sarà possibile.

Le organizzazione della società civile europea presenti a Bali sembrano condividere le posizioni dell’Ue, ma esprimono alcune preoccupazioni, in particolar modo sull’efficacia del sistema di scambio comunitario delle quote di emissione che non sembra tener conto di un sistema in evoluzione.

L’altra sempre più acuta preoccupazione riguarda la dipendenza eccessiva dei biocarburanti, che lo stesso Cese ha già espresso recentemente con la sua comunicazione sui progressi compiuti in materia di utilizzo dei biocarburanti.

Anche la sicurezza energetica non lascia tranquilli, soprattutto per il rischio di penuria degli approvvigionamenti nell´Ue a causa di una bassa produzione di energia e di una dipendenza eccessiva da alcuni fornitori stranieri.

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