[08/01/2008] Rifiuti

Esaurimento delle discariche in Toscana, per i comitati avverà tra 10 anni

LIVORNO. Mentre a Napoli si cerca di porre l’ennesimo rimedio a una situazione emergenziale, in Toscana continua la polemica sull’esaurimento delle discariche, con il coordinamento dei comitati della piana che contesta le stime della Regione sui tempi di esaurimento delle discariche regionali.

«Ci preme evidenziare - dicono dal coordinamento - il clamoroso falso circa l’imminente esaurimento delle discariche toscane, che secondo le stime della Regione dovrebbero esaurirsi “entro i 2010- 2011“. Secondo i nostri calcoli, molto prudenziali ed eseguiti per difetto, le discariche toscane, a partire da adesso e da una situazione di illegalità garantiscono ancora una autonomia di
10 anni. Quindi questo è il tempo utile per adottare modelli di gestione dei rifiuti più virtuosi, economicamente ed ambientalmente più sostenibili e soprattutto meno dannosi per la salute e per la democrazia ed anche per le tasche dei cittadini».

Il coordinamento ammette che circa le volumetrie disponibili nelle discariche regionali «c’è una sostanziale concordanza fra i nostri dati e quelli regionali. Per entrambi ci sono oltre 10 mila metri cubi di volumi disponibili (10.374.000 m3)» ma la Regione «non dice che in Toscana non si raggiungono i minimi di legge (legge 296/06). Comunque il pur scarso 33,4% significa sottrarre a discarica- trattamento 854.708 tonnellate/anno. Si afferma poi che il 12% dei rifiuti va ad incenerimento per circa 307.000 tonnellate/anno. Facendo semplici calcoli si conferma che 1.400.000 tonnellate sono i rifiuti residui».

Ed è proprio su questo dato che la regione commetterebbe secondo i comitati un clamoroso errore in base al quale poi sostiene che le discariche saranno esaurite entro il 2010-2011.
«La Regione Toscana non calcola che questo flusso di rifiuti che residua non va direttamente in discarica – spiegano - e non potrebbe essere che così visto che per legge non è più possibile avviare i rifiuti tal quali in discarica.
Questo flusso (che rappresenta non il 63% come dicono ma il 54%) va ad impianti di stabilizzazione, dove i residui - almeno il 35% - del rifiuto in ingresso viene ridotto in peso dai trattamenti biologici che fanno perdere acqua ed anidride carbonica alle frazioni biodegradabili».

Questo significa per i comitati «che in discarica vanno non più di 910.000 tonnellate annue cioè non più del 37% del totale. Altra cosa che viene taciuta è che il rifiuto in quanto "stabilizzato" occupa meno spazio in discarica (1,2 tonn/per m3), quindi l´occupazione volumetrica nel 2006 e´ di circa 760.000 m3.
Facendo allora un calcolo prudenziale, si può affermare che la capienza delle discariche, per i solidi urbani è di almeno 10 anni».

La risposta dell’assessore regione all’ambiente Anna Rita Bramerini, non si è fatta attendere: «Almeno sui numeri, evitiamo le discussioni. Gli unici dati ufficiali sulla situazione dei rifiuti in Toscana sono quelli forniti dalla Regione e ottenuti attraverso il controllo dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) e dell’Agenzia regionale recupero risorse (Arrr), che gestiscono l’osservatorio regionale sui rifiuti. Il Coordinamento dei comitati della Piana – ha detto l’assessore – non tiene conto della complessità delle operazioni di gestione. Sarei felice di poter dire che la Toscana ha garanzie di autonomia in questo settore per altri 10 anni, ma questo non è vero».

L’assessore ha inoltre sottolineato che non c’è nessuna volontà di creare allarmismi evocando l’emergenza campana: «ci siamo mossi per tempo – spiega – proprio per evitare qualsiasi emergenza. Una legge sui rifiuti esiste da un decennio e le modifiche recentemente introdotte vanno proprio verso una maggiore efficienza della gestione ed ottimizzazione delle risorse. Lavorando bene sin da oggi possiamo gestire la grande mole di rifiuti che la nostra società produce, ma dobbiamo farlo guardando in faccia la realtà».
La Giunta regionale affronterà l’argomento rifiuti lunedì prossimo, quando l’assessore Bramerini riferirà sugli ultimi dati forniti dall’Osservatorio.

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