[08/01/2008] Consumo

L’Ue approva il programma operativo italiano per la pesca e l’acquacoltura

BRUXELLES. La Commissione europea ha approvato il programma operativo italiano per il settore della pesca per il periodo 2007-2013. La spesa pubblica totale ammissibile è di 848.685.708 euro, con una partecipazione comunitaria del Fondo europeo per la pesca (Fep) di 424.342.854 euro che sarà ripartito tra le regioni interessate dall´obiettivo di convergenza (318.281.864 euro) e le altre regioni (106.060.990 euro).

Nel periodo 2000-2006, attraverso lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (Sfop), l’Italia ha avuto di finanziamenti per circa 410 milioni di euro, con i quali sono stati finanziati oltre 5 200 progetti e mantenuti circa 30.300 posti di lavoro nella pesca marittima.

«Il nuovo programma comunitario per il 2007-2013 – spiega la Commissione Ue - intende sfruttare il successo del programma precedente per consolidare i presupposti della sostenibilità del settore pesca e acquacoltura, in sintonia con il rispetto dell´ambiente, da un lato, e delle esigenze dei consumatori e dell’industria alimentare, dall’altro».

Il programma operativo si articola in 5 assi prioritari:

Priorità 1: adeguamento della flotta da pesca dell’Ue. Questo asse prioritario mira a promuovere una pesca sostenibile e redditizia nelle acque marittime. Le misure prospettate tendono in particolare a promuovere un equilibrio sostenibile tra risorse e capacità di pesca della flotta, mediante la cessazione temporanea o permanente delle attività di pesca, investimenti a bordo dei pescherecci e selettività degli attrezzi da pesca, sostegno alla piccola pesca costiera, nonché misure socioeconomiche quali la formazione e la diversificazione delle attività.

Priorità 2: acquacoltura, pesca nelle acque interne, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell´acquacoltura. L’obiettivo di questo asse è di promuovere attività economiche sostenibili e redditizie nei comparti dell’acquacoltura, della pesca nelle acque interne, nonché della trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici. Gli interventi mirano in particolare a migliorare la qualità, l’igiene e le condizioni di lavoro, a mettere a punto nuovi metodi innovativi e rispettosi dell’ambiente e a incentivare la produzione di nicchia.

Priorità 3: misure di interesse comune. A titolo di questo asse prioritario vengono finanziate misure di interesse comune aventi un ambito più vasto delle misure adottate di norma da imprese private, finalizzate a contribuire al conseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca. Questo asse consente pertanto di finanziare azioni collettive, misure intese a preservare e sviluppare la fauna e la flora acquatiche, investimenti nei porti di pesca pubblici o privati finalizzati a migliorare i servizi offerti, lo sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori, progetti pilota e la modifica dei pescherecci per destinarli ad altre attività.

Priorità 4: sviluppo sostenibile delle zone di pesca. Basato su un approccio “dal basso” allo sviluppo locale, questo asse mira, attraverso l’attuazione di una strategia fondata su attori locali, a favorire le attività economiche a livello regionale, in particolare promuovendo la cooperazione e incoraggiando comportamenti solidali nel settore alieutico per iniziativa di gruppi locali di operatori della pesca. Questo asse permette di finanziare progetti di sviluppo regionale e di cooperazione, interventi volti a diversificare le attività mediante la promozione della pluriattività dei pescatori, progetti di cooperazione transnazionale e attività di comunicazione.

Priorità 5: assistenza tecnica. Nell’ambito di questo asse viene fornito un sostegno per garantire il funzionamento efficiente dei sistemi di gestione, controllo e monitoraggio del programma operativo e la corretta attuazione del programma stesso e dei finanziamenti previsti.

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