[07/01/2008] Comunicati

L’Ue per i mercati e i prodotti innovativi in campo ambientale

BRUXELLES. La Commissione europea propone di togliere gli ostacoli che frenano il potenziale del mercato dei prodotti e servizi innovativi.
La prima tappa dell’iniziativa riguarda sei settori di mercato: costruzioni sostenibili, riciclo, bioprodotti, energie rinnovabili, sanità in linea e tessile di protezione che insieme rappresentano un mercato del valore di 120 miliardi di euro all’anno e danno lavoro a più di 1,9 milioni di persone nell’Ue l´UE.

L’iniziativa punta a raggiungere i 300 miliardi di euro di giro d’affari e 3 milioni di occupati entro il 2020 nell’Unione Europea.
La “Lead Markets Initiative for Europe’ (Lmi) favorirà l’emergere di questi mercati attraverso un miglioramento della legislazione, l’incoraggiamento dei mercati pubblici e lo sviluppo di norme interoperabili.

«Le imprese europeee – spiega la Commissione Ue in una nota – beneficeranno di chances eque e ottimali di accesso ai nuovi mercati mondiali in crescita rapida con un vantaggio concorrenziale in quanto produttori “leaders”. Inoltre l’iniziativa “Lead markets” apporterà rapidamente dei vantaggi visibili per i consumatori europei nel campo essenziale del benessere».

Per Günter Verheugen, vice-presidente della Commissione per la politica delle imprese e dell´industria «L´Europa deve sviluppare dei mercati favorevoli all’innovazione in una maniera più mirata, creando condizioni che facilitino la commercializzazione di prodotti e servizi innovativi. La “Lead Markets Iniziative” ha identificato mercati emergenti e promettenti attraverso i quali l´Unione Europea ha l’opportunità di imporsi al primo posto al mondo e per i quali un’azione coordinata si impone nel migliore dei modi»

Gli edifici assorbono la più grande quantità di energia nell’Ue (42%) e producono il 35 % delle emissioni di gas serra e le misure proposte si orientano verso soluzioni innovative e la riduzione del carico amministrativo.

Nell’utilizzo dei bioprodotti l’Europa è ben piazzata e dispone di una solida esperienza di punta nel settore tecnologico e industriale. I problemi da affrontare sono l’incertezza della proprietà dei prodotti e la scarsa trasparenza del mercato che ostacolano una loro adozione rapida. I rimedi proposti dall’Ue sono la normalizzazione, l’etichettatura e la certificazione.

Il settore del riciclo registra un giro di affari di 24 miliardi di euro e dà lavoro a circa mezzo milione di persone ed ha ancora un potenziale non trascurabile, ma bisogna oltrepassare alcune difficoltà attraverso un miglioramento significativo dell’efficienza e della capacità, possibili incoraggiando l’innovazione dei processi e tecnologie più efficienti e migliorate.

Secondo la Commissione Ue lo sviluppo delle energie rinnovabili é frenato dai costi elevati, da una domanda bassa, dalla parcellizzazione del mercato e dalle barriere amministrative e commerciali. «Un quadro europeo flessibile che tenga conto dell´evoluzione del mercato dovrà garantire che il 20 % della domanda d’energie sia coperta da risorse rinnovabili – dice l’Ue - L´accelérazione dell’innovazione in materia di tecnologie a basse emissioni di carbonio e l’eliminazione degli ostacoli alla pianificazione ed alla certificazione rivestono un’importanza capitale per questo settore».

Il settore del tessile tecnico (Ppe) ha attualmente un giro di affari di 10 miliardi di euro e un potenziale di crescita del 50% nei prossimi anni, con effetti di trascinamento su altri segmenti di mercato del tessile con innovazioni accelerate nel campo dei Ppe che aumenterebbero la competitività del settore.

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