[07/01/2008] Rifiuti

Per Napoli non servono geni, ma una normale gestione dei rifiuti

FIRENZE. Sono un tecnico che dal 1973 si occupa dei rifiuti e con maggiore precisione degli impianti di trattamento,valorizzazione e recupero in generale, in particolare sono stato uno dei precursori del compostaggio di qualità.

Nel 2005 mi sono occupato del problema rifiuti in Campania ed insieme ad altri tecnici di varie regioni italiane abbiamo elaborato un piano su cosa fosse necessario fare per superare l’emergenza e per risolvere in modo definitivo il problema dei rifiuti anche in quella Regione.

Ho sentito la necessità di scrivervi perché in questo momento di particolare difficoltà ed emergenza i mezzi di comunicazione indicano varie “ricette” facendo intravedere come la risoluzione di tutti i problemi la messa in esercizio del termovalorizzatore di Acerra.

E’ opportuno precisare che per risolvere il problema dei rifiuti in Campania non necessitano “grandi geni” è semplicemente necessario fare ciò che regolarmente ed in modo elementare si fa in altre parti d’Italia e in tutti i paesi più evoluti di Europa, cioè raccolta differenziata, impianti per la produzione di compost di qualità, impianti di trattamento rifiuti urbani residui a valle delle raccolte differenziate, termovalorizzazione e discariche per i materiali di scarto non altrimenti recuperabili.

E’ altresì opportuno evidenziare che la messa in marcia del termovalorizzatore di Acerra consentirà di trattare circa un quarto dei rifiuti totali prodotti e circa la metà delle frazioni ad elevato potere calorifico separate nei vari impianti, se funzioneranno regolarmente.

Un problema che a mio avviso è importante quasi come l’emergenza che lascia i rifiuti per le strade è quello dei siti di stoccaggio delle cosiddette “ecoballe”, non so se qualcuno di voi ha visto questi siti, vi posso garantire che alcuni sono grandi come città e per girare intorno in auto ci vogliono diversi minuti.

Per avere un’idea di questo problema è necessario tenere presente che a fine anno 2005 erano stoccate circa 4.500.000 (quattromilionicinquecentomila) tonnellate di “ecoballe” costituite da frazioni combustibili, attualmente il quantitativo è certamente più elevato, a grandi numeri, il sovvallo combustibile ammonta a circa 1.200.000 tonnellate anno quindi a fine 2007 dovremmo essere intorno ai 7 milioni di tonnellate.

Il termovalorizzatore di Acerra che quando sarà in funzione sarà probabilmente il più grande d’Europa dovrebbe “lavorare” oltre 10 anni per eliminare quanto stoccato e se consideriamo che tratterà solo la metà di quanto prodotto credo che il conto sia abbastanza semplice.

Altro problema è legato agli impianti di compostaggio di qualità che in quella Regione sono quasi completamente assenti, la cosa mi ha colpito profondamente perché quando si parla di raccolta differenziata si fanno solo proclami se non si pensa ad un reale recupero e riutilizzo di quanto raccolto separatamente mediante impianti adeguati.

A mio avviso sarebbe necessario ed opportuno iniziare a parlare e far conoscere all’opinione pubblica i problemi connessi all’emergenza rifiuti in Campania dicendo chiaramente come stanno le cose e senza minimizzare gli altri problemi che vanno oltre ai rifiuti lasciati per strada. I problemi se non correttamente affrontati continueranno in futuro a far considerare l’emergenza una cosa del tutto normale, mentre la cosa normale sarebbe fare gli impianti.

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