[04/01/2008] Aria

A febbraio parte la prima inchiesta sull’inquinamento cinese

LIVORNO. Il direttore dell’Amministrazione di Stato per la protezione ambientale (Sepa), Zhou Shengxian ha annunciato che il governo Cinese avvierà a febbraio la prima inchiesta in Cina sulle fonti di inquinamento residenziali, agricole, e industriali e definire il numero delle installazioni di trattamento degli inquinanti operative.

I primi due mesi dell’indagine saranno dedicati a raccogliere dati ed informazioni che saranno meticolosamente valutate dalla Sepa e ministero dell’agricoltura. Ogni provincia, regione autonoma e municipalità della Cina dovrà realizzare un ufficio incaricato dell’inchiesta.

«I risultati dell’inchiesta – spiega Zhou Shengxian – non saranno legati ad alcuna sanzione o valutazioni relative alla performance delle amministrazioni locali. Amministrazioni pubbliche, aziende ed istituzioni non dovranno temere ripercussioni ma devono comunque assicurare di fornire risultati credibili e veritieri».

Per preparare l’inchiesta il governo di Pechino aveva già stanziato 737 milioni di yuans (circa 100 milioni di dollari) nel 2007, infatti uno dei problemi per la riduzione dell’inquinamento in Cina è la mancanza di dati e statistiche degni di fiducia per capire anche quanto incidano kle iniziative contro l’inquinamento già avviate.

Buone notizie, o meglio buone promesse, vengono dalla più grande azienda chimica del Paese, la ChemChina, che si è data un obiettivo di emissioni zero.

Nel corso di una conferenza stampa, Ren Jianxin, presidente del colosso chimico cinese, ha annunciato diversi progetti pilota per arrivare alle emissioni zero ed un investimento speciale di 700 milioni di yuans. «Nel 2008, la ChemChina ridurrà il suo consumo energetico per unità di produzione del 7% - ha detto Ren – mentre emissioni di acqua utilizzata, di diossido di carbonio e di diossido di zolfo saranno abbassate di oltre il 3%».

La ChemChina, un colosso nato nel 2004 che occupa già il trentacinquesimo posto tra le 500 più grandi imprese del Paese, vanta già successi nel trattamento delle acque, nel risparmio energetico e nella riduzione delle emissioni di gas serra con investimenti per 800 milioni di yuans nel 2007 e 18 dei suoi maggiori impianti hanno ridotto di 222.600 tonnellate equivalenti di CO2 le loro emissioni e ridotto il loro consume energetico di oltre il 7%. Le sue principali attività riguardano i nuovi materiali e le materie prime, prodotti chimici specifici, le raffinerie petrolifere e i prodotti chimici per l’agricoltura.

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