[20/12/2007] Comunicati

Stock ittici: la Commissione Ue critica gli stati membri

BRUXELLES. L’Unione europea è stata bombardata in questi giorni di critiche e manifestazioni contro la sua politica per la pesca, e anche la Commissione Ue non pare del tutto soddisfatta e prova oggi a fare il punto con un rapporto basato sulle relazioni annuali trasmesse dagli Stati membri riguardanti le flotte.
La Commissione «constata che la scarsa qualità delle relazioni trasmesse dagli Stati membri non consente di formulare conclusioni chiare sulla sovraccapacità della flotta comunitaria rispetto agli stock ittici. Nel 2006 la capacità nominale ha registrato una flessione, lenta ma costante, compresa tra il 2 e il 3% annuo. Si tratta, tuttavia, di un risultato ancora inadeguato rispetto alle ingenti riduzioni dello sforzo di pesca necessarie per garantire la gestione sostenibile di diversi importanti stock ittici commerciali. A ciò si aggiunge il fatto che la riduzione conseguita è ampiamente compensata dai progressi tecnologici, che consentono di catturare maggiori quantitativi di pesce in minor tempo. Le misure volte a limitare lo sforzo di pesca hanno scarsamente influito sulla riduzione della capacità e molto resta ancora da fare per istituire opportuni incentivi a livello nazionale».

La relazione della Commissione riassume le descrizioni fatte dagli Stati membri delle rispettive flotte pescherecce, l´impatto dei vigenti sistemi di riduzione dello sforzo di pesca, la conformità degli Stati membri al regime di entrata/uscita dalla flotta nonché le lacune e i punti di forza dei sistemi nazionali di gestione della flotta. Nella relazione si afferma che, in linea generale, gli Stati membri si sono conformati al regime di entrata/uscita e hanno rigorosamente rispettato i massimali di capacità. Inoltre, alla fine del 2006, la maggior parte degli Stati membri disponeva di sistemi informatici integrati per la gestione della pesca, che hanno contribuito ad ovviare alla frammentazione nell´amministrazione delle rispettive flotte e a rafforzare le autorità nazionali nel settore della pesca.

Le relazioni degli Stati membri sono lacunose e non forniscono una descrizione delle rispettive flotte rispetto alle varie attività di pesca, violando così il regolamento Ue che stabilisce le modalità d´applicazione della politica comunitaria per la flotta. La Commissione dice sconsolata che «non è in grado di valutare se la capacità della flotta è commisurata alle possibilità di pesca, né se le misure di contenimento dello sforzo hanno un reale effetto positivo sulla riduzione della capacità». E si deve accontentare della promessa degli Stati membri di migliorare la qualità delle relazioni. Per questo viene istituito un gruppo di lavoro ad hoc incaricato di definire una procedura armonizzata per valutare l´equilibrio tra capacità e possibilità di pesca all’interno del comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (Cstep) della Commissione.

La Commissione ritiene «troppo modesta la progressiva riduzione della capacità osservata fino ad ora. Molto resta ancora da fare, tenuto conto del costante progresso tecnologico che neutralizza gli effetti di tale riduzione e della precarietà che caratterizza molte attività di pesca comunitarie, con particolare riguardo a quelle relative alle specie demersali (che vivono in prossimità del fondo marino), che rende necessarie riduzioni sostanziali dello sforzo di pesca atte a conseguire livelli di sfruttamento sostenibili».

E per la Commissione occorre dare attuazione concreta ad un regime comunitario di limitazione dello sforzo associato ad incentivi nazionali che di ridurre molto più rapidamente la capacità della flotta comunitaria. «È evidente – dice la Commissione Ue - che occorre intensificare gli sforzi profusi in questo campo, sia per migliorare e ampliare i regimi esistenti di gestione dello sforzo che per garantire che gli Stati membri si avvalgano pienamente dalle possibilità offerte dai programmi operativi attualmente in fase di finalizzazione e di adozione nell´ambito del Fondo europeo per la pesca per il periodo 2007-2013. L´elaborazione dei programmi operativi nazionali costituisce un´opportunità unica per migliorare gli incentivi a favore dell´adeguamento della capacità e agevolare la transizione verso un´industria comunitaria della pesca più sostenibile».

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