[19/12/2007] Comunicati

La Toscana approva la legge sulla partecipazione

FIRENZE. Il Consiglio regionale ha approvata nel pomeriggio la legge sulla partecipazione, che guarda al dibattito pubblico francese ma anche al town meeting anglosassone e ad altre esperienze nel mondo, e che è stata sperimentata recentemente per al vicenda di Castelfalfi. Entro il 31 marzo cittadini, associazioni e istituzioni toscane potranno presentare le prime richieste perché su grandi interventi e grandi progetti, regionali ma anche locali, si aprano processi di partecipazione. Una possibilità estesa a tutti coloro che abitano nella regione, per lavoro o per studio, anche stranieri, e non solo ai toscani.

«Tagliamo un traguardo importante lungo quasi due anni – sottolinea l’assessore alle riforme e alla partecipazione, Agostino Fragai – Abbiamo scritto questa legge, la prima del genere approvata da una Regione, assieme ai cittadini: un antidoto all’antipolitica, un pun! to di incontro tra democrazia partecipativa e democrazia rappr! esentati va per fare prima e meglio, una scommessa anche sulle capacità dei cittadini perché sui grandi progetti si apra una discussione prima e non quando, all’inaugurazione di un cantiere, si alzano le prime proteste».

Sono tre le date, nel corso dell’anno, entro cui i cittadini potranno chiedere che venga aperto un processo partecipativo: il 31 marzo, il 31 luglio e il 30 novembre. Naturalmente anche la Regione potrà decidere di aprire un dibattito pubblico su uno o più provvedimenti inseriti nella propria agenda. «Il primo banco di prova – accenna l’assessore Agostino Fragai – potrebbe essere la discussione del nuovo piano energetico».

L’esito del dibattito pubblico ovviamente non è vincolante. Nel caso il parere sia contrario, chi ha proposto il progetto può rinunciarvi o sostenerne uno diverso, oppure insistere con il progetto iniziale fornendo opportune motivazioni. In ogni caso si tratterà di una decisione più consapevole e certo l’ente competente ne terrà conto. I progetti che potranno essere messi sotto esame sono quelli dal grande impatto sul territorio regionale e quelli a dimensione locale: strade, nuovi insediamenti, termovalorizzatori, impianti eolici o di rigassificazione, alta velocità ma anche grandi scelte sociali. Lo stanziamento per il 2008 consentirà di finanziare almeno 2-3 iniziative di dibattito pubblico e 30-40 iniziative di processi partecipativi locali.

«Prima che la legge diventi operativa, il Consiglio regionale dovrà ora nominare l’autorità garante – spiega l’assessore - Sarà bandito un avviso pubblico». Nel caso la commissione non trovi una accordo unanime, l’aula voterà su una rosa di tre nomi proposti dall’ufficio di presidenza. Il personale sarà invece quello della Regione.

Probabilmente nei prossimi mesi sarà firmato con gli enti locali anche un patto, dove sarà sottoscritto un codice comune di comportamento che renda più semplice l’applicazione della legge. Quel che è certo è che il testo sta già facendo proseliti. Studiano la legge toscana in Cina e il ministero per la funzione pubblica italiana l’ha già selezionata come buona pratica.

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