[19/12/2007] Rifiuti

I vincoli di Martini per Bagnoli: «Rispetto delle norme urbanistiche, precisa classificazione dei rifiuti, garanzie finanziarie»

FIRENZE. «Quando la Toscana è chiamata a dare risposte ad esigenze nazionali non si tira indietro - ha affermato Claudio Martini - lo abbiamo fatto anche in altre occasione: dalla Karin B all´emergenza rifiuti della Campania. Anche questa volta siamo disponibili a fare la nostra parte, ma solo se saranno accolte le nostre richieste: rispetto delle norme urbanistiche, precisa classificazione dei rifiuti dunque greenreport non è più la sola a definirli rifiuti, ndr>), garanzie finanziarie».
Così il presidente della Regione spiega la decisione della giunta regionale di subordinare a una serie di condizioni la firma della proposta di accordo per il trasferimento dei rifiuti di Bagnoli a Piombino.

Alcune modifiche, frutto del lavoro degli enti locali toscani, sono già state apportate dagli uffici ministeriali alla prima stesura del testo dell’accordo, ma per continuare il lavoro di concertazione domani è previsto un incontro a Roma con tutti i soggetti interessati.

L’appuntamento è fissato al Ministero dell’ambiente per venerdì 21 alle ore 13. La Toscana sarà rappresentata dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, delegata dal presidente Claudio Martini, ma l’Accordo di programma quadro per il trasferimento in Toscana dei fanghi sarà firmato solo se gli emendamenti proposti saranno accolti.

La Toscana vuole risposte positive su tre punti fondamentali:
- rispetto della legge regionale sulla pianificazione territoriale: la LR n.1/2005 non consente procedure straordinarie per modificare le previsione urbanistiche degli enti locali. Per questo era stata chiesta una ‘con! dizione sospensiva’, che consenta il trasferimento dei fanghi solo dopo l’adozione dei nuovi Piani regolatori della città di Piombino e del porto, nel quale dovrà essere prestata particolare attenzione al problema dell’erosione costiera;
- chiara classificazione di ‘rifiuti speciali non pericolosi’ in sostituzione della generica indicazione di ‘materiali’ per i fanghi provenienti da Bagnoli, in modo da farli formalmente rientrare nelle specifiche normative nazionali sui rifiuti;
- rafforzare le disposizioni nei confronti dei privati obbligati a provvedere alla bonifica (Dalmine, Lucchini e altri), insieme alla certezza che lo Stato garantisca la copertura finanziaria nel caso di contenziosi legali.

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