[18/12/2007] Energia

Cna Toscana: «In 3 anni le aziende si ripagano gli investimenti sul solare»

LIVORNO. «Sulle fonti rinnovabili bisogna essere un po’ più spavaldi». Lo dice a greenreport Maurizio Barsottini, presidente Cna Installazioni e impianti Toscana, raccontando i momenti e i temi più importanti del convegno organizzato ieri da Cna Toscana proprio su ”L’impegno delle pmi toscane per lo sviluppo sostenibile”. E al quale ha partecipato il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il leader dei Verdi ha ricordato che il ministero «ha già avviato un protocollo d´intesa con le piccole attività artigiane e industriali per sostenere l´innovazione tecnologica ambientale. Per il 2008 ho disposto lo stanziamento di 4 milioni di euro per incentivare alcuni progetti pilota in 15 aree industriali, in modo da immettere energie rinnovabili, creare efficienza energetica e dimostrare che l´innovazione tecnologica è quella che ci aiuterà sia nel rispetto dell´ambiente sia nel rilancio di una economia che dà occupazione con l´innovazione». Una delle 15 aree individuate in Italia sarà per la Toscana quella dei Navicelli.

L’incontro è stato pubblico al mattino, mentre nel pomeriggio, spiega Maurizio Barsottini «abbiamo affrontato e discusso della Finanziaria 2007 e delle previsioni per quella del 2008. In particolare quali sono le opportunità per il pubblico privato e per le imprese, sottolineano un dato molto significativo: con le detrazioni del 55% previste dalla vecchia finanziaria e previste anche in quella in discussione, un’impresa che vuole investire sulle fonti rinnovabili come i pannelli solari recupera i costi in soli tre anni».

«Abbiamo inoltre parlato – prosegue Barsottini – delle novità della Finanziaria rispetto al 2007, anche grazie alla presenza del ministro che ha confermato le semplificazioni per il solare termico, e per gli infissi e i vetri per il risparmio energetico, e l’allungamento della possibilità di detrazione fiscale da 3 a 10 per poter godere delle incentivazioni. Cose peraltro richieste da tempo proprio dalla mia associazione».

Quali criticità invece sono emerse?
«C’è la necessità di maggiori semplificazioni della parte amministrativa e di un coordinamento tra Regione Toscana e governo centrale per la reale applicazione delle fonti rinnovabili. Serve un segnale più forte insomma».

Quali risultati sono stai ottenuti quest’anno?
«Qualcuno ha detto che in Toscana abbiamo raggiunto quasi 100 megawatt, ma mi pare un po’ eccessivo. E’ vero comunque che negli ultimi mesi c’è stato un incremento davvero notevole, tanto che sono stati installati più impianti in questo periodo che nel resto dell’anno. Serve soprattutto che le regole siano uguali per tutti e che non arrivino novità all’improvviso come è capitato quest’anno».

Può farci un esempio?
«Il 98% delle aziende a cui installiamo i pannelli, ha le coperture dei tetti a volticina, ma questi vengono paragonati ad un impianto fatto a terra, e quindi con minori detrazioni. E’ una cosa sbagliata e lo abbiamo già detto anche all’assessore Bramerini. Inoltre questa cosa l’abbiamo scoperta in corso d’opera e anche questo non va bene».

Quanti sono gli installatori in questo settore in Toscana e quanti gli addetti?
«Impiantisti 4mila e circa 12mila gli addetti».

Un buon numero, qual è la vostra ricetta per far crescere il settore e quindi lanciare ancora di più il solare, il fotovoltaico e anche tutte le altre operazioni per l’efficienza e il risparmio energetico?
«Qui devo fare anche un po’ di mea culpa, nel senso che anche noi non siamo stati abbastanza bravi nel far capire quanto siano vantaggiose le possibilità messe a disposizione soprattutto per le imprese in questo settore. Ripeto, in soli tre anni si va a costo zero dell’investimento fatto. Ma noi, come anche lo Stato e la Regione non lo abbiamo pubblicizzato abbastanza. Ho infatti detto anche al ministro: è comprensibile che parliate da gennaio a giugno per 75 volte del welfare, ma almeno 5 passaggi fateli anche su questo settore. Se deve fare tutto l’operatore, diventa difficile».

Segnaliamo infine l’intervento di Marco Baldi, presidente della Cna Toscana che ha detto: «La prima priorità è l´attenzione all´energia: il costo e l´impatto ambientale forniti attraverso le fonti tradizionali sono sicuramente un problema. Dobbiamo cercare di andare verso una non dipendenza assoluta dai gasdotti che vengono dall´Est Europa; bisogna quindi anche attivare i rigassificatori. Vogliamo poter dare un contributo all´ambiente che riguardi anche la sostenibilità dello sviluppo».

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