[17/12/2007] Acqua

Parametri chimico-fisici in bolletta, Publiacqua boccia l´idea del Comune

FIRENZE. Nei giorni scorsi greenreport ha dato notizia di una mozione che è passata all’unanimità in consiglio comunale che impegna Publiacqua a elaborare e diffondere mensilmente una scheda che contenga i parametri chimici dell´acqua potabile erogata, così come avviene per le acque in bottiglia. L’obiettivo dei proponenti l’iniziativa, al di la della trasparenza, è quello di incrementare l´uso dell´acqua potabile.

Sull’argomento abbiamo voluto sentire i gestori della risorsa idrica che operano nei vari Ambiti territoriali ottimali, partendo dai diretti interessati cioè da Publiacqua Spa «L’iniziativa è interessante e lodevole per quanto attiene la trasparenza- introduce Katia Burberi responsabile ufficio stampa dell’azienda - noi abbiamo i dati pubblicati nel nostro sito dove comune per comune sono indicati i valori medi annuali. Inoltre sono contenute altre informazioni con le relative spiegazioni sui singoli parametri e su come si legge l’etichetta».

E’ praticabile la proposta che viene dal Consiglio comunale?
«E’ un’iniziativa su cui anche in passato abbiamo riflettuto. Qualche problema si presenta. Su Firenze con l’Anconella abbiamo un dato standard e sarebbe possibile effettuare anche una comunicazione più frequente dei dati. Ma quando si diversificano le fonti di approvvigionamento tutto diventa più complicato. Del resto introdurre trattamenti diversi tra i comuni che fanno parte dello stesso ambito non ci pare opportuno. E poi aggiungo un altro aspetto: come si vede sul sito il dato è accompagnato da spiegazioni, in modo che i cittadini possano leggere e capire. Quindi in cartaceo occorrerebbero parecchie pagine e conseguentemente salirebbero i costi. Comunque al termine del contratto attuale con la società che ci elabora le bollette potremmo riconsiderare la cosa. Vedo meglio però un allegato tipo newsletter».

Questa operazione a suo avviso potrebbe incrementare l’utilizzo delle acque del rubinetto?
«La comunicazione deve essere fatta con messaggi semplici, per spostare i consumi verso l’acqua del rubinetto e far capire ai cittadini che è di ottima qualità, penso che siano maggiormente efficaci altre campagne di comunicazione». Risposte leggermente diverse quelle che ci vengono da Danilo Bonciolini, responsabile relazione esterne di Acque Spa (gestore nell’Ato pisano). «In passato lo abbiamo già fatto. Comune per comune abbiamo fornito con la bolletta i dati della fonte di approvvigionamento prevalente. Torneremo a ripetere l’operazione anche se non so dirle quando. L’iniziativa- prosegue Bonciolini- rientra nella campagna di informazione e trasparenza che invita a consumare acqua di rubinetto al posto della minerale a partire dalle mense scolastiche».

Sono aumentati per l’azienda i costi di spedizione della bolletta?
«Abbiamo inserito un allegato pieghevole cercando di mantenere una dimensione ragionevole. Sono aumentati un po’ i costi di stampa ma sono sostenibili». Ai fini della trasparenza l’operazione è interessante e vengono sicuramente fornite informazioni aggiuntive. In quanto al possibile incremento dei consumi di acqua del rubinetto qualche dubbio rimane. La questione è complessa ed appartiene anche alla sfera culturale. L’elemento che più interessa i cittadini è la comparazione qualitativa con le acque minerali ma visto che hanno natura diversa e sono regolate da altra normativa il raffronto risulterebbe non omogeneo. Comunque la nostra inchiesta continua.

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