[17/12/2007] Rifiuti

Raee: -13 al via, ma si allunga l´ombra dell´ennesima proroga

LIVORNO. A 13 giorni dalla partenza del sistema Raee, sono ancora molti i nodi da sciogliere. Diverse le criticità, ma andiamo con ordine. La prima è che sarebbe nato un secondo centro di coordinamento che andrebbe ad affiancare o più probabilmente a creare un dualismo con quello già esistente. Ovvero quello di cui fanno parte i sistemi collettivi responsabili della gestione dei Raee, quali Ecodom, Ecoelit, Ecolamp, Ecolight, Ecoped, Ecorit, Ecosol, Erp, Raecycle, Re.Media e Ridomus. In buona sostanza questo centro – che rappresenta il 90 per cento dei sistemi collettivi - , rischia di andare a scontrasi con l´altro che seppure praticamente vuoto, potrebbe essere legittimato del suo lavoro a livello giuridico grazie ad un vulnus normativo.

Seconda criticità: i Comuni non riescono ad iscriversi al centro di coordinamento (quello con la maggior rappresentanza) perché il sito internet ufficiale dove poter compiere l´operazione risulta chiuso. Anci sembra puntare a far allungare il regime transitorio attualmente in corso facendo leva sul fatto che è stato pubblicato in gazzetta (a novembre) due mesi dopo la data ufficiale del suo inizio (1° settembre). Ovvero facendo slittare la scadenza a marzo. Tutto questo nonostante il DM prevedesse esplicitamente che il periodo transitorio non fosse prorogabile, posizione che il ministero dell’ambiente avrebbe confermato e che quindi blocca di fatto anche questa questione.

In questo modo l’Anci rinuncerebbe anche a più di 10 milioni di euro contrattati con i consorzi dei produttori come acconto forfetario sulle spese si smaltimento dei Raee durante il regime transitorio. Cosa anche questa tutta da capire. Si arriva così alla terza criticità, che poi è la summa delle altre già citate: lo scenario vede un centro di coordinamento che dovrebbe fare da intermediario tra produttori, raccoglitori e comuni. La norma prevede che da gennaio i Comuni gestiscano la raccolta dei Raee fino alle isole ecologiche, dopodiché sono i produttori ad avere in capo le spese per il trasporto e di trattamento. Ma il punto è: chi paga i raccoglitori? Non il Comune, perché appunto esentato dalla nuova legge.

Dovrebbero farlo i produttori attraverso il centro di coordinamento, ma al momento questa cosa non è così scontata per i motivi di cui sopra e quindi i Comuni, che non potranno lasciare per strada i rifiuti, avrebbero come unica via quella di imporre ai raccoglitori e/o recuperatori il servizio a colpi di ordinanze. Con i raccoglitori che comunque non saprebbero chi poi pagherà loro il servizio stesso. Insomma, un caos che ben difficilmente in 13 giorni (feste natalizie comprese) sarà risolto. Una amara constatazione: l’Italia è ormai l’ultimo paese della Ue che deve ancora applicare la direttiva Raee, si andrà ad una ulteriore proroga? Le probabilità crescono ogni giorno di più.

Torna all'archivio