[14/12/2007] Aria

Da Bali almeno l´accordo su adattamento e deforestazione

LIVORNO. Mentre lo stallo continua sulle emissioni e i rappresentanti europei hanno definito «vergognosa» la posizione degli Usa, a Bali qualcosa si è comunque mosso sul tema dell’adattamento dei Paesi Poveri alle modifiche climatiche: grazie all’attivazione di fondi previsti dal Protocollo di Kyoto destinati ad aiutarli a far fronte alle conseguenze economiche e sociali dei cambiamenti climatici.

Il loro ammontare resta però al di sotto dei bisogni reali perché secondo un rapporto Unep i Paesi sviluppati dovrebbero aumentare i loro sforzi fino a raggiungere gli 86 miliardi di dollari entro il 2016, mentre le somme previste oggi raggiungono i 220 milioni.
Il secondo asse di intervento prevede la creazione di un meccanismo di compensazione delle emissioni di CO2 evitate con la lotta alla deforestazione che rappresenta circa il 20% delle emissioni mondiali di gas serra. Un consenso sembra anche raggiunto sulla necessità di compensare finanziariamente le politiche di riduzione della deforestazione.

Secondo il Centre international de recherche forestière, Il mercato potenziale di questi crediti di carbonio sarebbe tra i 2,3 e i 23 miliardi di dollari all’anno. Tuttavia ci sono molte difficoltà tecniche e di governance per metterli in atto. In molte foreste del mondo i titoli di proprietà non sono chiaramente stabiliti e questo non permette di capire chi remunerare e inoltre spesso le foreste sono popolate da comunità indigene che dipendono da loro per vivere. Quale sarà quindi il loro ruolo in questo processo commerciale tra gas serra e foreste?

Molti popoli autoctoni infatti respingono l’idea di questo meccanismo di compensazione che secondo loro li priverebbe dei loro diritti.

La Banca mondiale ha già annunciato l’avvio di un Fondo di partenariato per il carbonio forestale che punta a compensare finanziariamente la deforestazione evitata ed al quale hanno già aderito 7 Paesi sviluppati che hanno promesso di contribuire con 155 milioni di dollari: Germania (59 milioni), Gran Bretagna (30 milioni), Olanda (22 milioni), Australia e Giappone (10 milioni ciascuno), Francia e Svizzera (7 milioni ciascuno), Danimarca e Finlandia (5 milioni ciascuno).

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