[14/12/2007] Consumo

Prato, presentato a NextTex il colorante ‘ecologico’

PRATO. Si è parlato del futuro del distretto tessile, della sua organizzazione, di strategie per incrementare la competitività in un mercato globale, ma anche di salute e ambiente. Sono questi i temi affrontati durante “NexTex”, la conferenza internazionale organizzata dalla provincia a cui hanno partecipato i rappresentanti dei distretti di Prato, Lodz (Polonia), Varadzin (Croazia), Vale do Ave (Portogallo) e la Federazione delle associazioni tessili europee. Dal punto di vista ambientale e di tutela della salute sono stati presentati due importanti progetti di ricerca: il primo, proposto da Roberto Bianchini, è stato portato avanti ormai da alcuni anni dal Dipartimento di chimica dell’Università di Firenze insieme all’Università di Pisa con la collaborazione di un gruppo di aziende pratesi.

I ricercatori hanno messo a punto coloranti contenenti lattosio, cioè un prodotto di scarto di altre lavorazioni, che li rende solubili in acqua senza altri additivi, efficaci a temperature più basse e su tutti i tessuti e anche vantaggiosi dal punto di vista ambientale, perché smaltibili con una depurazione selettiva a piè di fabbrica. Nel 2008, a conclusione della ricerca, si costituirà un Consorzio con le aziende pratesi per la produzione dei coloranti naturalizzati per i tessuti che potrebbero davvero imprimere una svolta a questo tipo di mercato. Il secondo progetto, illustrato da Silvano Brustia della provincia di Novara ha come punto di riferimento il regolamento Reach per il tessile. Il progetto ha preso impulso dalla rete Acte, per il rafforzamento della capacità di competizione dei territori tessili europei focalizzando l’attenzione sui problemi connessi alla tossicità di alcune sostanze presenti nei prodotti e alla tracciabilità dei prodotti stessi.

«Abbiamo alle spalle un anno e mezzo di lavoro che ci ha permesso di mettere a punto una rete di relazioni con grandi potenzialità per dare una prospettiva reale al manifatturiero tessile europeo – ha dichiarato il vicepresidente della provincia Daniele Panerati – Il primo obiettivo futuro è incrementare la relazione fra i livelli universitari, i laboratori reali della ricerca, e poi verso le imprese, perché i progetti e le scoperte si trasformino in linee produttive. Ma soprattutto dobbiamo agire, a più livelli, per valorizzare la qualità sociale (condizioni e sicurezza del lavoro, responsabilità sociale della produzione), la qualità ambientale e la capacità di fare moda dei prodotti. Sono valori aggiunti che devono contribuire alla definizione del prezzo ed essere riconoscibili, qui come nel resto del mondo. Questa - ha concluso Panerati- credo sia la ricetta per stare sul mercato in modo competitivo». Certo che questa è la strada: ricerca, innovazione, qualità di processo e di prodotto in un quadro di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Non è uno slogan, ma obiettivo concreto e perseguibile altrimenti le preoccupazioni si concentreranno solo sui costi di depurazione come limite di competitività e in tal senso si continueranno a chiedere facilitazioni al sistema pubblico come avvenuto ieri da parte degli industriali Valdinievole.

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