[14/12/2007] Rifiuti

Nuova versione accordo Piombino-Bagnoli, lettera dei No-fanghi alla Bramerini

PIOMBINO (Livorno). Egregio assessore, la lettura della nuova versione dell’APQ Piombino-Bagnoli, resa noto nei giorni scorsi dal Comune di Piombino ci lascia alquanto perplessi. Annunciato come radicalmente diverso dal precedente, esso ripropone integralmente il trasporto a Piombino dei rifiuti industriali della colmata di Bagnoli e dei sedimenti marini antistanti, senza peraltro recepire le indicazioni che la regione Toscana aveva dato come indispensabili al prosieguo dell’Accordo. In particolare ci preme evidenziare tre aspetti:

1) Una posizione espressa dalla Regione, e da noi apprezzata, era quella che non si sarebbero firmati accordi che contemplassero solo la colmata di Bagnoli senza avere contestualmente definito il quadro delle necessità per la bonifica del SIN di Piombino, con particolare riferimento alla questione delle discariche abusive della Lucchini e delle bonifiche a terra da effettuare nelle aree industriali di Piombino. Così come l’APQ definisce le azioni e gli ambiti della bonifica di Bagnoli per farne una zona turistica, altrettanto esso dovrebbe contenere dettagli e azioni per la bonifica di Piombino in relazione agli usi previsti su quelle aree. Altrimenti non c’è né contestualità, né parità di trattamento. Ebbene, di tutto questo non c´è nulla nel testo del nuovo accordo di programma, se non generici richiami a future intese.

2) Una seconda posizione regionale era quella relativa alla definizione preventiva del quadro urbanistico dell’intera area del SIN. In base agli indirizzi della Regione, infatti, ogni accordo di programma che comprenda progetti che richiedano modifiche ai piani territoriali dovrebbe essere preceduto da accordi di pianificazione . Nel caso di Piombino le variazioni urbanistiche necessarie ai progetti contenuti nell’APQ interesserebbero almeno il tracciato della SS.398 e il nuovo Piano Regolatore Portuale per i 63 ettari di nuove banchine. Se non si fa la variante che prefigura l´ampliamento del porto, quelle che andiamo a sottoscrivere oggi sono solo vasche per refluire sedimenti marini e rifiuti provenienti da SIN, come ammesso dalla finanziara 2007. Parlare di porto e di sviluppo portuale è in tal modo del tutto improprio.

3) Nelle precedenti occasioni di confronto era giustamente emerso che l´APQ deve avere risorse certe. Nella nuova versione la questione del fabbisogno finanziario (almeno della prima fase, restando aleatorie le altre due) sembra risolta con maggiori oneri a carico del Commissario di governo della Campania e con risorse aggiuntive del Ministero dell’Ambiente (circa 60 milioni), il quale le anticiperebbe nel 2009 per poi eventualmente recuperarle a carico delle industrie piombinesi responsabili dell’inquinamento. Sappiamo che su questa modalità aleggia la sentenza del TAR di Catania riferita a simile procedura applicata per la bonifica della rada di Augusta.

Ci pare, in conclusione, che sui primi due punti non siano state minimamente considerate le posizioni regionali, mentre sul terzo si prefigura una soluzione che potrebbe essere vanificata da un ricorso al Tar. Pertanto chiediamo alla Regione Toscana di mantenere gli impegni che aveva assunto ufficialmente, invitandola a non firmare fin tanto che l´APQ non sia reso conforme alle richieste avanzate. Ciò in aggiunta al permanere della nostra contrarietà al trasferimento in Toscana dei cosiddetti Fanghi di Bagnoli per ragioni ambientali ed economiche e per la reiterata volontà del Comune di Piombino di chiudere in fretta la partita, senza dare corso a normali procedure democratiche e di partecipazione.
Dichiarandoci disponibili ad un eventuale nuovo incontro, si porgono distinti saluti.

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