[12/12/2007] Energia

Anche le biomasse (nel loro piccolo?) inquinano

LIVORNO. Non esiste una fonte di energia, anche rinnovabile, che sia senza contraddizioni. Lo abbiamo ripetuto più volte e quindi non devono stupire i risultati di una nuova ricerca nell´ambito del progetto Carbosol (“Present and retrospective state of organic versus inorganic aerosol over Europe: implications for climate”), finanziato dall´Ue, secondo il quale «oltre la metà dell´inquinamento da carbonio prodotto nei mesi invernali in Europa proviene dalla combustione di biomassa».

Per i partner del progetto, i cui risultati sono stati pubblicati dal “Journal of geophysical research, «l´inquinamento da carbonio nei mesi invernali deriva per il 50-70% da fonti quali i focolari nelle abitazioni e negli edifici e la combustione di rifiuti agricoli e di giardinaggio».

In realtà oggi le misure per la riduzione dell´inquinamento tendono a concentrarsi sui combustibili fossili, mentre dallo studio emerge che l´inquinamento potrebbe essere ridotto significativamente se si prendessero in considerazione anche fonti di emissioni ritenute “naturali”. Occorrerebbe combinare sviluppi tecnologici e restrizioni di legge, come quelle in vigore in molti Paesi che vietano già la combustione di rifiuti agricoli e di giardinaggio.

Studi epidemiologici hanno dimostrato infatti che gli effetti sulla salute delle emissioni derivanti dalla combustione di biomassa sono analoghi a quelli delle emissioni da combustibili fossili, e comprendono difficoltà respiratorie e cancro al polmone. Del resto non è certo una scoperta di oggi che ogni processo combustivo, dalla singola sigaretta al camino di una casa e fino a una centrale a carbone, emette sostanze inquinanti.

I risultati resi noti confermano in effetti studi precedenti più localizzati, come quello effettuato a Zurigo nel 2004 dal quale era emerso che almeno il 40% dell´inquinamento cittadino da carbonio era dovuto alla combustione di biomassa.
Il progetto Carbosol, che si è svolto dal 2001 al 2005 e ha ricevuto 1,3 milioni nell’ambito dell’area tematica “Energia, ambiente e sviluppo sostenibile” del Quinto programma quadro dell’Ue, doveva calcolare il contributo dato in Europa all´inquinamento atmosferico da fonti diverse di aerosol di carbonio.

Il Servizio comunitario di informazione in materia di ricerca e sviluppo (Cordis) spiega che «sono stati prelevati campioni da una serie di siti distribuiti in tutto il continente europeo e gli scienziati hanno utilizzato traccianti chimici per determinare la fonte dell´inquinamento. Nella combustione della cellulosa si produce il levoglucosano, che quindi ha consentito agli scienziati di individuare le emissioni derivanti dalla combustione di biomassa. Un altro indicatore della combustione di biomassa è l´isotopo radioattivo carbonio 14, che decade con una relativa rapidità e non si riscontra nelle emissioni da combustibili fossili».

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