[11/12/2007] Rifiuti

Ogni cosa al suo posto: tra Mc Donald´s, pubblicità e toilette...

LIVORNO. Potrebbe perfino sembrare che, pur a modo suo, anche Mc Donald’s lotti contro l’inquinamento prodotto dal traffico delle auto. A Londra infatti un Mc Drive ha installato una sorta di telepass che legge la targa e controlla l’ora di ingresso dell’auto: se la vettura non esce dal parcheggio del Mc Drive (dove di solito si consumano panini tenendo il motore acceso soprattutto) entro 45 minuti, all’automobilista arriverà a casa una multa di un paio di centinaia di sterline. In realtà quello che interessa a Mc Donald’s ovviamente non è limitare le emissioni inquinanti delle auto in sosta, ma liberare prima possibile un posto auto per consentire un più veloce ricambio di clienti, altrimenti basterebbe avviare una campagna per educare gli automobilisti a spegnere le loro macchine mentre consumano i loro panini (anche se probabilmente in molte zone il freddo o il caldo costringerebbero in gran parte dell’anno a tenere accesso il motore per avere il riscaldamento o l’aria condizionata…).

Del resto in Europa la catena di fast food numero uno al mondo ha fatto segnare in novembre un rialzo del 10,8% delle vendite (“solo” + 4,4% negli Stati Uniti, per una crescita invece a livello globale pari al 8,2% ) e in barba a tutti gli sforzi di limitare il fenomeno dell’obesità dei bambini, Mc Donald’s ha avuto un’altra geniale intuizione per il mercato americano. Ha infatti deciso di investire nelle scuole pubbliche americane, spesso a corto di fondi: soldi in cambio di un loghettino Mc Donalds sulla pagella degli studenti, che se avranno ottenuto voti abbastanza alti, avranno anche diritto a ricevere un Happy meal gratuito nel fast food più vicino.

Intanto Mc Donald’s non cerca solo pubblicità, ma la offre, così che un ex psicologo rumeno, Mircea Toma, sta diventando ricco (tanto da guadagnarsi un trafiletto sulle pagine del Sole 24 ore) affittando spazi pubblicitari all’interno delle toilette di bar e ristoranti, primi fra tutti proprio i fast food che la multinazionale americana sta aprendo senza soluzione di continuità in Romania e in tutti gli altri paesi dell’est Europa.

Che un prodotto venga accostato alle funzioni di una toilette insomma, pare preoccupare poco gli investitori, forse consapevoli che i loro prodotti, per quanto belli, tecnologici e di lusso, sono destinati sempre più velocemente a diventare rifiuti, da gettare nel cassonetto o da spazzare via con un colpo di sciacquone. L’importante è che vengano acquistati e che il ciclo di vita sia sempre più corto.

Altri due episodi vengono in mente: uno ragionato, i manifesti del film parodia sugli Stati Uniti, Borat, appesi proprio sopra i wc, l’altro forse un po’ meno ragionato, il costume molto in voga in Italia dei manifesti elettorali che ad ogni elezione vanno a rivestire abusivamente i cassonetti dei rifiuti. E poco importa se anche il ciclo di vita dei partiti diventa sempre più breve.

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