[11/12/2007] Aria

Meno treni e più autostrade. Legambiente: «Tanti saluti a Kyoto»

ROMA. Il recente congresso nazionale di Legambiente è stato anche l’occasione per impegnati discorsi di ministri del governo Prodi come il vicepremier Rutelli, del presidente del Pd Veltroni, di un esponente dell’opposizione come Alemanno. L’ambiente al centro, hanno più o meno detto tutti, da Vendola alla Melandri, da Bertinotti a Vigni. Ma a soli due giorni da quel congresso il risvegli per Legambiente non è molto gradevole, è infatti proprio il Cigno verde a denunciare che la Commissione bilancio della Camera ha approvato «emendamenti che stanziano risorse per il progetto del nuovo grande passante autostradale di Bologna (9 milioni di Euro nel biennio), che inseriscono la nuova autostrada Nogara-Mare Adriatico nella Legge Obiettivo, che trovano risorse per la nuova Pedemontana di Formia e per la superstrada Grosseto-Fano (rispettivamente 5 milioni e 3 milioni di Euro nel biennio).

Quasi tutte opere che i delegati del congresso e la stessa dirigenza nazionale di Legambiente (vecchia e nuova) avevano duramente contestato davanti a ministri ed esponenti politici.
Invece, dice Legambiente «La Commissione bilancio fa la festa al Protocollo di Kyoto. Sono passati esattamente 10 anni dalla ratifica del Protocollo, in Italia le emissioni sono aumentate del 13% invece di diminuire del 6,5% come sottoscritto. Invece di cambiare si continua alla solita vecchia maniera con nuove strade e autostrade. Incredibile, malgrado le denunce di Legambiente e comitati dei pendolari, le rassicurazioni da parte di esponenti del Governo nulla cambierà in una Finanziaria che non mantiene le promesse di Prodi (è sparito il progetto 1000 treni per i pendolari) e riduce drasticamente le risorse per il servizio ferroviario pendolare (-25% rispetto al 2007)».
E gli ambientalisti si trovano forse davanti ad una situazione forse inaspettata in queste dimensioni e vedono prevalere le intenzioni di quello che è diventato una delle loro bestie nere, quell’Antonio Di Pietro che puntas tutto su autostrade e cemento ma poi non vuole le pale eoliche off shore davanti alle coste molisane.

«Ancora più incomprensibile – dice Legambiente - la decisione della Commissione bilancio perché aggiunge risorse a quanto già previsto per le grandi opere della Legge Obiettivo in Finanziaria. Rispetto al 2007 le risorse crescono del 22%! 3.612milioni di Euro da investire per le opere proposte dal Ministro Di Pietro. Ossia soprattutto nuove autostrade che richiedono ingenti investimenti pubblici come la Pedemontana Lombarda, la Pedemontana Veneta, la Ravenna-Venezia solo per citare le più note. A 10 anni da Kyoto queste decisioni danno il senso della distanza del quadro politico italiano dalla discussione in corso sui cambiamenti climatici e dalle decisioni che si stanno assumendo a Bali nella conferenza dell’Onu sul clima».

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