[10/12/2007] Energia

Conversione a biomasse dell´ex zuccherificio Sadam: c´è l´accordo

FIRENZE. C’è l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio Sadam a centrale a biomasse. «Quaranta posti di lavoro recuperati grazie ad un progetto di riconversione rispettoso dell’ambiente e fondato esclusivamente sulla filiera locale – commenta la notizia Susanna Cenni (Nella foto), assessore all’agricoltura della Regione Toscana -. Siamo pertanto pienamente soddisfatti di questo accordo, che definiamo un buon successo perché frutto di un lavoro serio e complesso, a cui tutti gli attori hanno partecipato attivamente».

«L’accordo – continua l’assessore al termine della lunga giornata che ha portato al buon esito della trattativa - è frutto di un lunghissimo lavoro di mediazione, affinamento e analisi dei dettagli. Oggi però, dopo oltre sette ore di confronto, è stato finalmente sottoscritto un protocollo tra le parti, che prevede la riconversione e il riutilizzo dell’ex zuccherificio».
Il documento finale sottoscritto dai rappresentanti istituzionali di Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, dai sindacati e dalla Sadam/Powercrop è un documento profondamente diverso dalla proposta originariamente presentata dalla parte industriale. Proposta che anche greenreport aveva fortemente criticato visto che non si fissava l’obbligo di filiera corta per la produzione e raccolta delle biomasse.

«Abbiamo ottenuto un risultato rilevante - , ha concluso Susanna Cenni - , che avrà nel prossimo futuro un importante ricaduta sull’agricoltura, che consentirà il riassorbimento di quaranta lavoratori, intervenendo su un complesso recupero dell’area che ospita l’ex zuccherificio». Ma qual è la nuova ipotesi che anche Italia Nostra stamani chiedeva a gran voce in un intervento firmato da Nicola Caracciolo e Margherita Signorini? L’ipotesi di riconversione – si legge nel comunicato della Regione - prevede la realizzazione di una caldaia alimentata a biomasse, capace di sviluppare una potenza di 17 megawatt termici e 7 Mw elettrici, di un motore ad olio vegetale proveniente da semi di girasole, con una potenza di 11 Mw elettrici. Nella zona è prevista anche la realizzazione di un parco fotovoltaico da 2 Mw elettrici.

Il progetto definitivo verrà predisposto entro 5 cinque mesi e una volta terminata la fase delle autorizzazioni, l’attivazione degli impianti dovrebbe avvenire entro 20 mesi dall’avvio dei lavori.
Margherita Signorini, nel suo interevento, parla però anche di 45 ettari destinati a costruzioni che farebbero parte dell’accordo ma del quale la Regione non parla. E fa un appello: «Chiediamo che lo sviluppo della Val di Chiana sia realizzato nell’assoluto rispetto della salute dei cittadini, della tradizione Toscana, avendo cura di non deturpare il Paesaggio che rappresenta l’identità stessa delle popolazioni locali».

Vedremo quando il progetto definitivo sarà presentato come stanno effettivamente le cose. Ricordiamo che nel Piano di indirizzo energetico regionale – che però ancora deve essere presentato – si parla di 70 chilometri per la filiera, distanza entro la quale il governo dà anche i contributi.

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