[10/12/2007] Comunicati

Sondaggio a sorpresa: ambiente prima preoccupazione teenager

ROMA. I giovani sembrano spesso estranei alla realtà che li circonda, disinteressati, apatici, ma non è certamente questa l’immagine che viene fuori da un sondaggio on-line realizzato da Habbo, la più diffusa community virtuale per teenager nel mondo, e da Greenpeace International, che ha coinvolto circa 50mila adolescenti in 18 nazioni, Italia compresa. L’ambiente è la prima emergenza del pianeta per i giovani. Il global warming e il climate change vengono prima di qualsiasi altro allarme compresa droga, violenza e guerra. Il sondaggio di Habbo ha coinvolto 49.243 teenager ed è stato realizzato a novembre, con dati provenienti da 18 paesi. 16 mila giovanissimi hanno aderito al gruppo creato appositamente in Habbo per la difesa dell’ambiente.

«La risposta dei teenager alle questioni ambientali è stata davvero fenomenale – dice Timo Soininen, della Sulake (proprietaria di Habbo) – ed evidenzia realmente la loro preoccupazione per il mondo in cui vivono. Dare voce alle giovani generazioni su questo argomento è essenziale».
Il sondaggio di Habbo esamina gli atteggiamenti ed i comportamenti dei teenager nei confronti dei problemi ambientali ed ha chiesto ai giovani di esprimere on-line il loro parere sulle questioni più urgenti. Secondo i ragazzi i governi si preoccupano poco dei cambiamenti climatici, mentre il clima per il 56% per cento di loro sarebbe più importante del terrorismo (46%).

Il 64% degli adolescenti pensa che sia ancora possibile arrestare il riscaldamento globale, ma quasi il 40% non sa quali ne siano le cause o come sia possibile contrastarlo o prevenirlo. Ma il cambiamento climatico è visto come una minaccia immediata: due ragazzi su tre ritengono che il global warming peggiorerà le loro vite. Per il 39% dei teenager il nord America è il maggior responsabile delle emissioni di gas serra, seguito da Europa (24%) e Asia (19%). Nonostante questo il 25% dei giovanissimi Usa non è sicuro che il surriscaldamento del pianeta sia davvero un problema.

«I teenager di oggi sono quelli che prenderanno le decisioni di domani – dice Gerd Leipold, direttore esecutivo di Greenpeace International – e sono proprio loro la “generazione C”, quella che deve realizzare il cambiamento ambientale. Dovranno creare una rivoluzione verso l’anti-inquinamento e le energie rinnovabili. Gli scienziati della Commissione intergovernativa per i cambiamenti climatici ritengono che le emissioni di gas serra dovrebbero venire dimezzate entro la metà di questo secolo per evitare effetti catastrofici».

Torna all'archivio